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Bulgaria

Bulgaria, una meta davvero affascinante

La Bulgaria, che corrisponde con l'antica Tracia, è una meta turistica nuova ed affascinante: nonostante le molte etnie c'è una grande tolleranza religiosa

Sofia

Molti ne hanno sentito parlare in termini negativi: la possibile pista bulgara per l’attentato a Giovanni Paolo II o per le percentuali bulgare durante i test elettorali.

Forse per questo la Bulgaria, estesa come il Nord Italia ma con soli 7 milioni di abitanti, finora è rimasta ai margini dei percorsi turistici. L’antica Tracia dei Romani presenta delle chicche storiche, culturali e con ben nove siti, patrimonio dell’Umanità, tutelati dall’Unesco.

I Traci, valorosi combattenti e maestri di arti marziali cantati da Omero, amavano i piaceri della tavola e le gioie della vita, non possedevano un alfabeto ma influenzarono la cultura greca e latina. A loro risalgono, ad esempio, i miti di Dioniso, delle Baccanti e di Orfeo.

Il gladiatore Spartaco, che guidò la maggior rivolta degli schiavi, era un figlio di questa terra. Prima sotto l’impero bizantino, poi per cinque secoli dominata da Turchi, la Bulgaria venne liberata a fine del 1800 dell’imperatore Alessandro II Nevsky di Russia. Caduto il comunismo, dal 2007 la Bulgaria è nell’Unione Europea.

Attraversata per 600 chilometri dalla catena dei Balcani centrali, alti fino a 2.000 metri e a sud dal Radope che sfiora i 3.000 dove si può sciare, si affaccia per 300 chilometri sul Mar Nero, dove sfocia il Danubio, le cui spiagge ospitano in estate milioni di villeggianti.

Quello che subito colpisce è che nonostante un’estrema frammentazione di etnie:bulgari, greci, macedoni, turchi, armeni, c’è una grande tolleranza religiosa ed è stata mantenuta un’integrità etnica con scarse contaminazioni. Ancora oggi girando per le campagne capita di vedere contadini al lavoro con asini, cavalli e carretti, ma alla sera sono nelle loro case davanti alla televisione con tanto di antenne paraboliche.
Per capire la storia e la cultura del Paese si deve visitare la capitale Sofia, la “piccola Parigi” come la chiamano gli artisti, per i molti palazzi in stile Liberty.

Costruita sulla strada tra Belgrado e Costantinopoli, è ricca di preziose testimonianze religiose ottomane e ortodosse come il ciclo di affreschi duecentesco della chiesa di Bojana, patrimonio Unesco. Porta d’accesso alla città è il Ponte delle Aquile: qui si sono svolti alcuni degli eventi storici più significativi della vita politica bulgara. Il ponte vuole ricordare i cittadini bulgari mandati in esilio.

Per capire l’influenza bizantina occorre visitare la chiesa di Santa Sofia, basilica a tre navate con pianta a croce greca. Durante la dominazione ottomana venne trasformata in moschea. Dal 2013 nei sotterranei della basilica è stato aperto un museo in cui sono custoditi 18 secoli di storia.

Ma quella che maggiormente colpisce, anche il turista più distratto, è la cattedrale dedicata a Alexander Nevsky, dopo la liberazione dagli ottomani. E’ la più grande chiesa ortodossa funzionante in Bulgaria e la seconda nei Balcani: può contenere 5000 fedeli. L’imponente campanile custodisce una campana di 30 tonnellate il cui suono si sente a trenta chilometri. All’interno colpisce la bellezza dell’icnostasi, con le preziose icone della Vergine, del Cristo e del patrono san Alexander Nevsky.

Una visita va fatta al teatro nazionale Ivan Vasov la cui facciata, in stile neoclassico, è ornata da sei colonne che sostengono un frontone triangolare dove è raffigurato il dio Apollo circondato dalle mese delle Arti. La statua simbolo della città è Sophia, eretta nel 2000, che emana grandezza, pace e bellezza.

Per riposarsi si può scegliere di passeggiare fra i 485 giardini di cui la capitale è ricca o nei quattro parchi orientati verso i quattro punti cardinali. Da non perdere i “mehanas”, ristoranti tradizionali stile taverna e i chioschi che vendono i “banitsi”, deliziosi pasticcini con formaggio.

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