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“Lungo il Canalbianco” e l’eccidio del ‘45

Il professor Zambello svelerà il libro dell’autrice tedesca Barbara Zeizinger.

“Lungo il Canalbianco”  e l’eccidio del ‘45

Importante appuntamento in biblioteca a Papozze. Giovedì 17 maggio, alle 21.15, il professore Ivo Zambello racconterà “Lungo il Canalbianco” di Barbara Zeizinger, sarà presente l’autrice “Lungo il Canalbianco”. Si tratta dell’edizione italiana del libro “Am weissen Kanal” della scrittrice tedesca Barbara Zeizinger, traduzione di Paola Pellegrinelli in collaborazione con Patrizia Stacul, pubblicato nel 2014 all’editore Pop di Ludwigsburg.

La Zeinzinger, nata nel 1949, vive a Darmstadt in Germania. Ha studiato germanistica, storia e italiano. Ha pubblicato opere di poesia, narrativa, saggi e racconti di viaggi e partecipa a progetti poetici bilingui in tedesco e in polacco, lavora nella redazione delle riviste “Matrix” e “Bawülon”. L’argomento del libro si rifà ad una pagina assai dolorosa, precisamente agli avvenimenti legati all'eccidio di Ceregnano e Villadose del 25 aprile 1945. Proprio in quella data si consumò in Polesine una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale. L’uccisione per rappresaglia di 20 persone al muro del cimitero di Villadose, rastrellate tra Palà, Pezzoli e Lama, da parte di un reparto della Vermacht. I contorni della vicenda sono piuttosto oscuri. Ancor oggi non è chiaro quali siano stati i motivi della violenta reazione dei soldati tedeschi.

I tragici fatti costituiscono parte della trama del romanzo, in un percorso che tocca il Canalbianco, “un fratello minore del Po”, e i paesi che vi si affacciano. Una pagina di storia rievocata con uno stile narrativo che specularmene rimbalza tra presente dell’autrice e gli anni della guerra, alla ricerca dei luoghi e del ruolo avuto dal nonno Günther Rosenbach, soldato della Wermacht, in quel giorno di sangue.

Questa la trama: nel tentativo di salvare un bambino di quattro anni, l’ottantenne ex procuratore annega nel fiume Reno. La giornalista Irene Fischer piange la morte del nonno Günther a cui era profondamente legata. Liberando il suo appartamento trova alcune vecchie foto di un ragazzo e di un giovane Günther in uniforme. I due dovevano conoscersi: in un appunto sul retro di una delle foto legge: “Giorgio, due giorni prima”. Irene intraprende allora un viaggio in Italia dove verrà a conoscenza di fatti avvenuti negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale e che videro anche il nonno come protagonista, in un succedersi di eventi che portarono al rastrellamento e al tragico eccidio di Villadose e Ceregnano del 25 aprile 1945, nei giorni in cui l’Italia veniva liberata dall’occupazione nazifascista.

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