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Economia

Non solo Ikea: ci giochiamo tutto

Investimenti e centinaia di posti di lavoro: il Polesine si può permettere di perderli?. Bocche cucite e trattative serrate: se Arquà non decide di collaborare salta il polo logistico

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La situazione sta creando fortissimo imbarazzo, al punto che tutti - per senso di responsabilità - hanno deciso di tenere la consegna del silenzio fino a giovedì quando il comune di Arquà Polesine dovrà dare la risposta definitiva sul futuro della macroarea industriale ai confini con Villamarzana.

In ballo ci sono investimenti milionari, e tanti posti di lavoro. Investimenti e posti di lavoro ai quali il Polesine non si può permettere in alcun modo di rinunciare, ma che se continuassero i problemi burocratico-finanziari avanzati dal Comune di Arquà rischierebbero di andare in fumo. Ikea, che ha già acquistato i 375mila metri quadrati di terreni su cui realizzare la propria base logistica (fra lavoro diretto e indotto parliamo di almeno 400 posti), sta alla finestra.

Ma in ballo ci sono anche altre aziende più piccole che sarebbero pronte ad investire e che invece si vedono, ad oggi, la porta chiusa in faccia. E c’è pure chi, come Geodis, alla fine potrebbe decidere che no, lì non vale proprio la pena di restare.

Giovedì, al tavolo in prefettura, tutti si aspettano di vedere arrivare il sindaco di Arquà con la disponibilità di almeno 580mila euro, parte di una fidejussione già riscossa, con la convenzione e con la disponibilità a far partire la progettazione. In caso contrario la macroarea potrebbe finire davvero, e chissà per quanti anni, nel dimenticatoio, facendo fuggire prima gli investimenti promessi e poi le aziende.

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