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Caso ex Maddalena

Bando Periferie, si lavora al piano B

Domani incontro pubblico di Cefil, ultima occasione per ricucire lo strappo fra privati e palazzo Nodari

Bando Periferie, si lavora al piano B

Non c’è ancora, almeno ufficialmente, una linea definitiva sulla rimodulazione del bando periferie per contrastare il possibile ritiro di Cefil dal progetto per la riqualificazione del quartiere Commenda. Anche perché non è ancora del tutto tramontata la speranza di un accordo sul filo d lana con i privati per recuperare il mostro di cemento dell’ex Maddalena. Molto, in questo senso, dipenderà dall’assemblea pubblica di venerdì sera, convocata da Cefil per spiegare le ragioni del suo comportamento. Se la distanza con il Comune resterà invariata allora margini di recupero non ce ne saranno più. Anche perché il termine fissato dal ministero per chiedere un proroga per rimodulare il progetto scade l’8 giugno.

“Ora - rimarca il vicesindaco Andrea Bimbatti - si lavorerà per portare a casa il risultato e mantenere il finanziamento”. Le ipotesi di rimodulazione del piano, però, non sono semplici da individuare, anche se non sono pochi i consiglieri comunali, e i tecnici di palazzo Nodari, che sottolineano come a Rovigo le aree degradate non manchino di certo. Al momento quindi, si lavora sia al progetto ex Maddalena che ad un possibile piano B.

Il problema del caso ex Maddalena è legato alla retromarcia che la ditta Cefil ha deciso qualche giorno fa quando si è rifiutata di firmare il preliminare di vendita dell’ex Maddalena, disponibilità che invece era stata data dall’altro imprenditore privato: Reale.

Mancando l’ok della parte privata il Maddalena, su cui grava anche una ipoteca con la banca a carico dei titolari, non è più nel progetto di riqualificazione. Ecco allora che il pericolo di perdere il finanziamento di 13,5 milioni va unito al rischio dato dal fatto che il mostro di degrado e incuria dell’ex Maddalena potrebbe non essere recuperato. Una mossa non certo comprensibile da parte dei privati, perché difficilmente si ripresenterà, a breve, un’altra occasione per recuperare un immobile in totale abbandono.

E pensare che le ditte Cefil e Reale avevano acquistato l’ex Maddalena nel 2006. Comprarono l’ex ospedale della Commenda, fresco di dismissione per trasformarlo in appartamenti e uffici. L’operazione era al centro di un Piruea che prevedeva la cessione al Comune della loro parte di giardino da trasformare in un grande parco pubblico. La soprintendenza di Verona però disse no all’aumento di cubatura per l’ex Maddalena, mandando così il Piruea in soffitta.

Da allora l’ex ospedale è una cattedrale, morta e abbandonata nel deserto, posto di degrado e bivacchi di sbandati. Il parco, invece per anni è stato al centro di un contenzioso legale fra Comune e privati. Uno scontro ancora evidenziato dalla rete arancione che taglia in due l’area verde della Commenda.

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