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Bando periferie

Il recupero resta in Commenda

Politici e tecnici al lavoro per rimodulare il progetto e mantenere il contributo di 13,5 milioni

Il recupero resta in Commenda

Al lavoro per il bando periferie. Che dovrà continuare ad avere come fulcro della riqualificazione il quartiere Commenda. Da giorni il dibattito politico di Rovigo è incentrato sulla rimodulazione del progetto per la riqualificazione della Commenda attraverso il finanziamento dal governo di 13,5 milioni. Un recupero urbano che, salvo clamorose novità, non vedrà più al centro della riqualificazione l’ex ospedale Maddalena, a causa del cambio di programma di una delle due imprese private coinvolte. E da molte ore fioriscono le ipotesi più diverse per questa rimodulazione. Le proposte sono tante, anche se alcune di queste piuttosto irrealizzabili. Una specie di gara a chi tira fuori l’idea più difficile da mettere in atto, tanto di aree degradate in città ce ne sono a volontà (vedi articolo a pagina 8).

In realtà non ci si dovrà scostare molto dal piano originario, o meglio la base di partenza deve rimanere la stessa, e quindi il reticolo d strade della Commenda, che dovranno essere rifatte da capo. Poi l’intervento su Casa Serena. Ma è a questo punto che il lavoro di tecnici e amministratori si fa stringente. Perché occorre individuare, ed in tempi abbastanza brevi, un’altra area su cui disegnare un progetto di recupero. Un’area che sia all’interno della Commenda, o ai confini del quartiere. Certo c’è anche chi sottolinea come il governo potrebbe anche venire incontro al Comune, accettando una rimodulazione che possa prevedere un recupero differenziato, ossia le strade della Commenda e altre aree degradate in un’altra zona della città. Il tutto deve però mantenere un senso di continuità con l’impianto originale messo a punto dai tecnici di palazzo Nodari.

“Di certo - spiegava ieri il vicesindaco Andrea Bimbatti - non basta individuare un edificio bisognoso di restauro. Il bando parla di aree sotto poste a degrado o che creano problemi di sicurezza. La riqualificazione urbana deve prevedere anche questo aspetto. Non è possibile quindi che il progetto si possa incentrare sulla ristrutturazione di qualche edificio o di qualche scuola”. Negli ultimi giorni si era parlato, infatti, della ristrutturazione, fra le altre, della scuola Riccoboni e della sede Cur di viale Marconi.

Senza contare che il bando periferie prevede anche la compartecipazione di un imprenditore privato, cosa piuttosto difficile da ottenere dopo il dietrofront di Cefil. Trovare un’altra ditta che possa assicurare il proprio contributo in tempi brevi assume, a questo punto, i contorni dell’impresa.

Ecco allora che la strada appare davvero in salita con i tempi che si fanno sempre più stretti dato che il termine ultimo era fissato per l’8 giugno. In ballo ci sono i 13,5 milioni di euro del finanziamento governativo, non riuscire a portarli a casa sarebbe una colossale occasione persa per tutta la città.

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