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Il caso

Comandante dei vigili fotografa il politico in divieto di sosta

Gasparetto: “Tesoro era in bici, ha immortalato la posizione della mia auto”

Comandante dei vigili fotografa il politico in divieto di sosta

“Lei non sa chi sono io”. No, questa frase non l’ha pronunciata, anche perché non avrebbe sortito alcun effetto. La multa, quindi la dovrà pagare anche se a Massimo Gasparetto, esponente di Forza Italia, non è piaciuto il modo in cui è stata registrata la sua sanzione per divieto di sosta. A fotografare la targa della sua auto, a suo dire, è stato il comandante dei vigili urbani in persona, Giovanni Tesoro, che armato di telefonino ha immortalato la posizione vietata in cui era stata lasciata l’auto.

E così anche il politico forzista è finito nelle maglie delle multe differite, con la sanzione che arriva a seguito della fotografia da parte del vigile urbano. Curioso che a fare clic non con penna e blocchetto dei verbali, ma con la funzione fotocamera di un cellulare, sia stato proprio il numero uno della polizia locale di Rovigo.

E’ stato lo stesso Gasparetto, sulla sua pagina Facebook a raccontare l’episodio: “Ieri sera alle 20 - ha scritto - ero in auto fermo in corso del Popolo davanti alla banca del Monte, aspettavo un amico dal Bancomat. Arriva da dietro un signore con una bici con il fanale acceso, mi passa, si gira davanti a me per tornare dietro alla vettura, si ferma tira fuori il telefonino e mi fotografa la targa, rimette via il telefono, mi passa vicino e si allontana. Sono rimasto sconvolto perché questo signore era il comandante dei vigili urbani, il dottor Tesoro. Io non so se quello che ha fatto sia regolare e se, come penso, mi abbia fatto la foto per farmi la multa, ma mi sembra che non sia un buon comportamento. Per carità se uno parcheggia in divieto di sosta è giusto che paghi, ma che sia rilevata da un uomo che sta passeggiando in bicicletta mi sembra un po’ eccessivo”.

Si alimenta, quindi, la polemica per le sanzioni al codice della strada immortalate in fotografie da parte di vigili urbani. Secondo molti rodigini la cosa è una sorta di agguato, in quanto il vigile spesso non sarebbe subito visibile, come nel caso di Gasparetto, e in quanto l’irregolarità, divieto di sosta o altra infrazione che sia, non viene subito contestata. Al di là del modo in cui la multa, se multa sarà, verrà notificata e registrata resta il fatto che se un’auto viene lasciata in divieto di sosta, quest’ultima è in difetto e se un vigile urbano la nota non può far altro che compiere il suo dovere.

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