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Compostella non sarà al convegno

Il dg dell’Ulss 5: “Per il mio ruolo non partecipo a iniziative politiche”.

Compostella non sarà al convegno

Il tormentone è finito: Antonio Fernando Compostella e Maria Chiara Paparella non parteciperanno al convegno sulla sanità, in programma domani sera alle 21, nella Casa delle associazioni su iniziativa di Lega e Forza Italia. Il direttore generale dell’Ulss 5 e la direttrice dei servizi socio sanitari compaiono nel volantino distribuito da giorni dai sostenitori della candidata sindaco Emanuela Beltrame che aveva cercato anche il supporto di questi due autorevoli funzionari per meglio spiegare e illustrare le strategie future sui servizi socio sanitari. A mettere la parola fine sulla vicenda è lo stesso Compostella. “Come cittadino ho le mie idee politiche che non nascondo e di cui non mi vergogno - afferma - Tuttavia per il ruolo che rivesto non partecipo a iniziative politiche soprattutto in campagna elettorale, oltretutto dovrei accettare, come sarebbe doveroso qualora arrivassero, eventuali inviti anche dalle altre forze politiche.

Invece, per il ruolo che rivesto, ritengo giusto restare fuori, sono indisponibile, sarà presente l’assessore Coletto che potrà illustrare il presente e il futuro della situazione adriese e rispondere a tutte le domande”. Perché il suo nome è comparso nel volantino? Replica con un sorriso beffardo: “Temo sia stato un eccesso di entusiasmo da parte degli organizzatori”. Un modo elegante per dire: a mia insaputa.

Intanto, il futuro della sanità adriese è stato il tema della tavola rotonda organizzata dal Comitato cittadino a difesa dell’ospedale e dei servizi socio sanitari in un’affollata Galleria Braghin. Ma ben presto quello che poteva essere un positivo confronto tra i sei candidati sindaci è degenerato in gazzarra in una gara tribunizia tra qualche candidato a chi urlava di più. Oltretutto in condizioni audio disastrose dove la voce rimbombava rendendo incomprensibile quanto dicevano i relatori.

Un’occasione sprecata per un tema, forse, il più importante per la città sullo sfondo del futuro incerto dei servizi ospedalieri. Sul confronto pacato, hanno prevalso le tifoserie di ultras di qualche candidato con rassegnata, o concordata, compiacenza del presidente del comitato nel ruolo di moderatore. Al punto che Piermarino Veronese, senza peli sulla lingua, lo ha rimbeccato affermando che il comitato agisce “pro domo qualcuno”. Enrico Naccari ha subito ribadito che è “pro domo civitate”. Sta di fatto, comunque, che la foga tribunizia di qualche candidato ha prevalso su una razionale analisi della situazione, soprattutto non si è arrivati neppure a stabilire una linea comune d’azione: in passato la difesa dell’ospedale abbatteva i muri tra i partiti, adesso li alza nonostante la presenza dei civici. Naccari, tuttavia, si dichiara soddisfatto.

E’ stata una serata partecipata e questo conta - dice - Anzi, è il dato più saliente, se vogliamo dirla tutta. Perché significa che Adria è più viva di quello che noi tutti, a volte, pensiamo; perché i cittadini non sono amorfi come, ogni tanto, qualcuno cerca di farci credere. E, allora, crediamo di poter dire che c'è speranza. C'è speranza per l’ospedale adriese e per la sanità del Delta, ma c’è speranza anche per i tanti altri problemi che ci prendono alla gola. C’è speranza perché non ci arrendiamo”.

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