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Consvipo, il de profundis è iniziato

Provincia, Badia e altri Comuni indisponibili a pagare le quote e pronti ad andare in causa

Consvipo, il de profundis è iniziato

Il de profundis è stato intonato mesi fa. Eppure l’agonia del Consorzio di sviluppo non è ancora finita.

Nei prossimi giorni dovrebbe partire la convocazione della nuova assemblea dei sindaci-soci, la prima da cinque mesi a questa parte. Esattamente il 28 dicembre scorso, infatti il cda guidato da Angelo Zanellato si era dichiarato dimissionario, rimanendo in carica solo per l’ordinaria amministrazione. Ma in cinque mesi politica e sindaci non sono riusciti a dare un senso al mantenimento in vita del consorzio, che ha continuato a produrre atti e costi, comprese le quote sociali che i Comuni saranno chiamati a versare.

Ma l’ora di una scelta definitiva sembra avvicinarsi. Sono sempre più i Comuni non più disponibili a pagare un euro per l’ente guidato da Zanellato, la Provincia di Rovigo lo ha detto più volte, e così pure i vertici di Badia. Sulle stesse posizioni anche altri grossi Comuni, come Porto Viro. E dunque come potrà mai il Consvipo far quadrare il bilancio, dato che presidente della Provincia e sindaco di Badia hanno dichiarato di essere pronti ad andare in causa pur di non mettere sul piatto risorse che dicono di non avere?

Queste ed altre questioni saranno al centro dell’assemblea che potrebbe essere convocata entro i primi 10 giorni di giugno. Ad indirla potrebbe essere sia il sindaco anziano Ennio Pasqualin che cinque sindaci polesani. Fra i punti anche la nomina del presidente dell’assemblea. Ma il nodo centrale sarà quello alla stessa esistenza del Consorzio, alla sua messa in liquidazione. “Potrebbe essere all’ordine del giorno - spiega Marco Trombini, presidente della Provincia - o meglio si potrebbe decidere se avviare le procedure per messa in liquidazione e chiusura. So bene che un regolamento astruso prevede maggioranze bulgare, come essere in una trappola da cui non se ne viene fuori. So bene che di liquidazione se ne parlò anche lo scorso dicembre, poi la scelta fu diversa. Ma ora credo che ci sia poco da fare. Ha senso continuare in questo modo? L’assemblea potrebbe anche nominare un amministratore unico al posto dell’attuale cda. Potrebbe essere l’uomo chiamato a rilanciare il Consvipo, oppure a liquidarlo definitivamente. Giò, ma perché non affidare la liquidazione allo stesso Zanellato? Perché un’altra poltrona da assegnare per loquidare? Si sfiorerebbe il ridicolo (sempre che non sia già stato superato).

Non è escluso, intanto, che la cosa finisca ancora in prefettura visto che i sindacati potrebbero rivolgersi al prefetto per chiedere di fare sintesi su un percorso che invece, vista con gli occhi del cittadino, ha già superato il confine della farsa per diventare... stucchevole.

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