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Trieste: cibo e cultura di frontiera

Il viaggio

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[i]“La mia città che in ogni parte è viva | ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita | pensosa e schiva”[/i]. (Umberto Saba)



Situata nell’estremo nord-orientale dell’Italia, in Friuli Venezia Giulia, con gli occhi puntati verso i Balcani, il vento secco della bora che soffia dall’altopiano verso il golfo, una storia influenzata dalla dominazione asburgica, e il suo spiccato carattere mittleuropeo, Trieste è stata per secoli luogo di frontiera il cui segno si rivela in eleganti capolavori storici, artistici e architettonici.
Il ritmo della vita a Trieste è più rilassato di quanto potrebbe far pensare la sua pomposa architettura, e ruota attorno alla cultura dei caffè: eleganti, con soffitti alti e decori art-nouveau, chiaramente di ispirazione viennese.
Città della Barcolana, della scienza e del caffé Trieste può anche vantarsi di esser stata uno dei più importanti centri di elaborazione e sviluppo della letteratura modernista. Tra i tanti è stata la culla di Svevo e Saba, la mezzana di Joyce, il buon ritiro di Richard Francis Burton.



Cosa vedere:

Un tour a Trieste non può che partire dalla magnifica piazza dell’Unità d’Italia, con lo stile neoclassico e viennese dei suoi palazzi e la vista suggestiva che offre aprendosi, su un lato, al golfo. La piazza ospita diversi edifici d’interesse: il palazzo del Governo, splendido per la sua balconata rivestita di mosaici in vetro di Murano e pietra bianca, il Palazzo Stratti col suo storico caffè degli Specchi, il Municipio cittadino sovrastato dalla torre campanaria e con la fontana dei Continenti dirimpetto, e il bianchissimo palazzo del Lloyd Triestino.



Da visitare è la trecentesca Cattedrale di San Giusto, che con i suoi mosaici, lo splendido rosone gotico, e il campanile adiacente domina il nucleo storico della città. Poco lontano c’è la fortezza-museo del Castello di San Giusto. Testimonianze storiche di epoca più antica sono offerte dall’Arco di Riccardo, del I sec. d.C., e dal Teatro romano, del II sec.d.C..



Celeberrimo è l’imponente Faro della Vittoria situato sul colle Grotta, monumento di pietra istriana di Orsera e di pietra carsica di Gabria, e merita senz’altro una visita il Castello di Miramare, immerso in un parco verde e con vista sul mare. C’è poi il Canal Grande, prolungamento del porto del centro urbano, chiuso sul fondo dalla facciata neoclassica della chiesa di Sant’Antonio Nuovo; la Basilica di San Silvestro, uno dei più antichi luoghi di culto della città, la Sinagoga e il bellissimo Tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione, testimonianze del melting-pot culturale e religioso della città.



Cosa mangiare:

La ricchezza di Trieste si riflette anche nella sua cucina tipica. Partendo dagli antipasti, non si può non pensare a un tagliere di prosciutto cotto in crosta (parsuto in crosta), e di liptauer, una spuma di formaggi arricchita con paprika e cumino da spalmare sui crostini. Passando ai primi piatti, la cucina triestina offre molte tipologie di zuppe, come la jota, a base di crauti, fagioli, patate, salsicce, pancetta affumicata, erbe e spezie; la zuppa de bobici, a base di mais e fagioli; la pasta e fagioli triestina, con l’aggiunta della cotenna di maiale; e il brodeto, brodetto di pesce preparato con pesci di piccola dimensione, molluschi e crostacei. Altro piatto forte della cucina triestina sono gli gnocchi: quelli di fegato, quelli di pane, preparati con pane raffermo cotto in un intingolo a base di prosciutto, quelli di susine, preparati avvolgendo attorno a un pezzo di susina secca l’impasto degli gnocchi di patate (o semolino) e conditi con burro e cannella (qualcuno li mangia come dolce) e quelli con il gulash.
Per quanto riguarda i secondi a base di carne ci sono il gulash, i cevapcici (salsicce speziate di origine balcanica), la porzina con capuzi, (coppa di maiale lessa con senape, crauti e rafano). Anche il pesce offre molto ai secondi piatti triestini: dagli scampi alla busara, ai pedoci a la scotadeo (cozze alla scottadito), fino al merluzzo all’istriana, e al baccalà al pomodoro. Perché non abbinare una di queste portate a un Vitovska, il vino bianco triestino più celebre? Per concludere in dolcezza vi consigliamo di provare lo strucolo, parente triestino dello strudel, o la pinza, dolce tipico pasquale, il presniz, di origine ungherese, o il koch, una sorta di soufflé a base di burro e zucchero.



Come arrivarci:

Partendo da Rovigo è possibile spendere meno di 20 euro per raggiungere Trieste in treno, oppure, in macchina, vi sarà possibile raggiungerla in appena due ore e mezza.

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