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Il ristorante

I formaggi nella tradizione della cucina polesana

Cena dell’Accademia al ristorante Ca’ Scirocco

formaggi

E’ la conviviale più importante dell’Accademia italiana della cucina, tanto che si svolge contemporaneamente in tutt’Italia e nel mondo, là dove ci sono le delegazione.

La Cena ecumenica rappresenta l’opportunità per approfondire e conoscere gli alimenti della cucina di tradizione. Il tema scelto quest’anno dal Centro studi dell’Accademia è stato il formaggio nella tradizione regionale. La delegazione di Rovigo- Adria e Chioggia, guidata dal delegato Giorgio Golfetti, si è ritrovata al ristorante Ca’ Scirocco di Adria.

A presentare il particolare alimento, frutto di secoli di sapienza casearia, nata dalla secolare cura dell’uomo nell’allevare gli animali per il suo nutrimento, è stato Claudio Nardini, allevatore, o meglio pastore come lui stesso si è definito, di Cavanella Po.

Durante la conviviale Nardini ha spiegato l’allevamento e la pastorizia in Polesine che, nel corso degli anni, si è intensificata diventando la “mission” della sua azienda fino al salto di qualità che ha inglobato pure la produzione di meritevoli e vari tipi di formaggio.

Quelli che poi lo chef Mirco del ristorante Ca’ Scirocco ha trasformato in godibilissime preparazioni culinarie.

Decisamente apprezzate dagli accademici che hanno goduto dell'ospitalità della casa padronale di metà Ottocento, con grandi camini e pavimenti in mattoni rossi e un’atmosfera d’altri tempi, all’interno della quale fa bella mostra di sé il rustico ma curato ristorante.

Il menù è stato allo stesso tempo ricercato e tradizionale, ad iniziare dagli antipasti una a base di formaggio fresco di pecora, valeriana su cestino di formaggio stagionato e un flan di caprino con fonduta di pecorino alle erbe aromatiche. Delicati quanto saporiti.

Come primo piatto un riso Carnaroli Igp del Delta del Po alla rapa rossa e formaggio erborinato; mentre come secondo piatto è stato un tripudio di ricotta di pecora gratinata con melanzana fritta e stracchino in crosta di prosciutto crudo veneto alla griglia su rucola selvatica.
Dolce finale : una tipica torta di zucca con ricotta e uva passa.Sui calici Prosecco e Malbec e prosecco che hanno accompagnato l'intera serata.

“Menu e piatti - ha sottolineato Giorgio Golfetti - hanno interpretato al meglio il non facile tema culinario della serata. Ottimi i formaggi forniti da Nardini che rispecchiano la tradizione della cultura casearia in Veneto”.

A sottolineare la buona riuscita della serata i convinti applausi degli accademici sia a Claudio Nardini che al patron del ristorante Ca’ Scirocco Francesco Bisco, allo chef Mirco e al personale di sala che ha svolto un professionale servizio.

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