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Il piano Commenda senza il mostro

Nuove strade e immobili. E al parco Maddalena i bambini giocano a due passi dall’edifico fatiscente

Il piano Commenda senza il mostro

 Forse ci siamo. La rimodulazione del progetto per la riqualificazione della Commenda sta per partire, è ancora in fase di limatura, ma nei primi giorni della prossima settimana potrebbe approdare in giunta per l’ok. Poi, la palla passerà a Roma per l’approvazione. Che a palazzo Nodari si augurano possa avvenire con tempi un po’ più larghi rispetto alle scadenze iniziali. A questo fine nei giorni scorsi il Comune ha mandato a palazzo Chigi una richiesta di proroga, circondata da un ottimismo generale, anche e non assoluto. Ci sono infatti altri Comuni che hanno chiesto ai tecnici della capitale, che seguono il bando periferie, di rimodulare il progetto originario. Ma quando c’è di mezzo Roma, si sa, le verità assolute non esistono.

Intanto l’ex Maddalena continua a languire nel degrado e nell’abbandono. E anche la parte privata dell’annesso parco sopravvive fra erba alta, incuria, squallore, covi di ratti e rettili. Un contrasto che alimenta amarezza vedere che la parte pubblica dell’area verde di via Tisi di giorno pullula di ragazzini, mamme con passeggini, pensionati in cerca di frescura. Una serie di immagini idilliache, tipiche dei parchi urbani, se non fosse che a pochi metri di distanza campeggia il mostro dell’ex Maddalena, degradato, sbrindellato, come un gigante decadente che sbircia invidioso. Un mostro che incombe e che ricorda a tutto ciò che poteva essere e che non sarà.

Nel piano rimodulato il Comune potrebbe inserire, ma l’ultima parola non è ancora stata detta, una parte consistente del piano iniziale, ossia la sistemazione di molte strade del quartiere Commenda. In sostituzione dell’ex ospedale Maddalena, visto che uno dei titolari dell’edificio si è ritirato dal progetto, ci potrebbe essere la riqualificazione di alcune piazze del quartiere, come piazza Palatucci, piazzetta Cepol, e poi parte degli immobili che in una prima fase del piano avrebbero dovuto essere concessi ai privati per una riqualificazione e gestione temporanea. In questo caso, invece, ci sarebbe la riqualificazione di Casa Barotto, edificio fatiscente della Commenda; l’area della vecchia caserma dei vigili del fuoco, a due passi da piazza Matteotti, infine la vecchia sede della polizia locale in piazza Garibaldi. Aree che da tempo sono in stato di abbandono, in alcuni casi anche di pieno degrado e che quindi necessiterebbero di un recupero. Per l’ex caserma dei vigili del fuoco servirebbe anche l’ok del titolare privato (la ditta Reale).

Da segnalare, infine, che la partecipazione dei privati non è obbligatoria, nel bando era previsto che la compartecipazione avrebbe dato punteggio per la posizione in graduatoria. Venendo a mancare diminuirebbe il punteggio finale, cosa che però non dovrebbe pregiudicare alcunché in quanto tutti i progetti presentati a Roma dalle città italiane sono stati approvati e finanziati.

Non resta che attendere qualche giorno poi si vedrà se il progetto Commenda potrà davvero riprendere fiato.

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