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La Commenda sarà un mega cantiere

Il piano prevede il rifacimento di oltre 11 chilometri di strade. Critica la minoranza: "dimissioni"

La Commenda sarà un mega cantiere

Parco Maddalena

Giovedì, o al più tardi venerdì mattina, dal Comune di Rovigo partirà la pec con il progetto di rimodulazione del piano di riqualificazione del quartiere Commenda. Il nuovo progetto messo a punto da palazzo Nodari dopo il gran rifiuto della ditta Cefil.

Il piano B prevede un raddoppio delle strade che saranno sistemate (nuovo asfalto, sottoservizi, marciapiedi, illuminazione) e il recupero strutturale e funzionale di Casa Barotto, l’ex forno di piazza annonaria, l’ex sede della polizia locale in piazza Garibaldi. I 13,5 milioni di finanziamento governativo serviranno non per l’ex Maddalena, ma per gli 11,7 chilometri di strade e per il recupero dei tre immobili. La Commenda diventerà presto una sequenza di cantieri.

Una risposta da parte di Roma è attesa nel giro di un paio di settimane, ma ci potrebbe volere più tempo, anche perché le città che hanno chiesto una rimodulazione del piano originario sono diverse.
Ottimismo ieri è stato espresso anche dall’assessore all’urbanistica Federica Moretti: “Con questo piano si recuperano alcuni edifici inutilizzati e abbandonati della città. E’ anche una forma per dare attuazione alla politica urbanistica per privilegiare il riutilizzo dell’esistente. L’auspicio è che sia uno stimolo per imprenditori privati che decidano di investire sul recupero di immobili”.

La Commenda, quindi, si prepara a diventare un cantiere a cielo aperto, soprattutto per la sistemazione delle tante strade, fra queste anche le direttrici principali del quartiere come via Tasso, viale Gramsci, l’intera via Benvenuto Tisi (inoltre le vie Bramante, Gramsci, Tasso, Tisi, Gorizia, Anita Garibaldi, via Silvestri, via D. Piva, Monti, Bernini, Frassinella, Malipiero, Filzi, Europa, Alfieri, Bonifacio, piazza Palatucci”. Attraverso il rifacimento di via Anita Garibaldi e via Silvestri poi la sistemazione delle strade arriverà in pieno centro, collegandosi al recupero della ex sede dei vigili urbani in piazza Garibaldi e dell’ex forno.

Critica la minoranza. Pd e M5S (Businaro, Borgato, Gennaro e Vernelli) dicono che “la vicenda dimostra l’incapacità e il pressapochismo con cui il sindaco Bergamin e la sua giunta stanno amministrando Rovigo. Siamo di fronte al più grande fallimento di questa amministrazione che ora tenta di addossare tutta la responsabilità ad altri”. E ancora: “Il sindaco sfoga la sua frustrazione, dice di sentirsi vittima di un’estorsione, invita i cittadini ad occupare il Maddalena. Quando non è in grado di operare con la politica, l’unica arma a sua disposizione è la dichiarazione ad effetto. Un atteggiamento moralmente inaccettabile”. Infine: “lo invitiamo ad offrire alla città le sue dimissioni”.

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