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Badia Polesine

In quarantuno chiedono una casa

Pubblicata ieri la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari in città. Sorpresa: oltre la metà delle richieste arrivano da italiani. Ora, trenta giorni per i ricorsi

In quarantuno chiedono una casa

Pubblicata la graduatoria relativa alle richieste delle case popolari.

Ieri, l’assessorato ai servizi sociali del comune di Badia ha pubblicato la graduatoria provvisoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il bando di partecipazione era stato indetto lo scorso ottobre e chiuso il 22 novembre: sono state 41 le domande presentate in totale, tutte provenienti da cittadini residenti all’interno del territorio comunale.

Di queste 41 partecipazioni al bando, oltre la metà sono di cittadini italiani, denotando come le difficoltà nell’avere una dimora siano più diffuse di quello che si può pensare.

La graduatoria, che rimarrà affissa per trenta giorni e che sarà consultabile sia nell’albo pretorio del Comune che all’ufficio servizi sociali, è stata stilata dall’Ater di Rovigo.

Tutte le domande pervenute sono state valutate con un punteggio basato su diversi criteri: innanzitutto sulla base del reddito, che non poteva essere superiore a 24mila 850 euro, come indicato dalla direttiva regionale. Altri parametri rilevanti alla fine della graduatoria sono stati anche il numero dei componenti delle famiglie, la presenza o meno di persone anziane e non autosufficienti, oppure il fatto di essere una giovane coppia.

Per quanto riguarda le condizioni abitative, sono state agevolate le persone che abitavano in un alloggio sovraffollato e antigienico, o addirittura di non avere dimora da almeno un anno. Gli alloggi che a Badia sono gestiti dall’Ater sono in totale un centinaio, di cui la maggior parte sono collocati nelle aree di via Masetti, via Ca’ Mignola Nuova, via Machiavelli, via Pascoli, via Gramsci e in via Vivaldi.

“La casa e il lavoro sono le esigenze più significative espresse dagli utenti in questo momento di crisi economica, che colpisce maggiormente categorie sociali già deboli come i genitori separati, le famiglie sfrattate e le persone senza fissa dimora - fa sapere l’assessorato ai servizi sociali - la casa è un bene primario a cui non è possibile rinunciare: è il luogo dove si riunisce la famiglia e dove l’individuo cresce”.

L’attuale graduatoria rimarrà esposta per trenta giorni, dopodiché diventerà definitiva e si procederà all’assegnazione degli alloggi disponibili. In caso di contestazioni o ricorsi per quanto riguarda i punteggi assegnati, ci si deve rivolgere all’ufficio servizi sociali entro la fine della pubblicazione.

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