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Quando i pericoli sono a pedali

Episodi legati anche alla chiusura del ponte sul Po. Ma oltre al rischio può scattare la multa

Quando i pericoli sono a pedali

Sui pedali dove non si può, in autostrada e in Transpolesana. Dopo la segnalazione arrivata nei giorni scorsi, che rilevava la presenza sull’autostrada A13, di un ciclista intento a percorrere la tratta Occhiobello-Ferrara Nord, si apre la polemica e si scopre che non è assolutamente una novità. Una curiosità che a molti fa sorgere il sorriso, ma che produce insicurezza e pericolo. Prima di tutto per i ciclisti che si mettono sulla strada dove le auto e i camion vanno a forte velocità. E poi per la stessa circolazione stradale. Insomma massima attenzione e occhi puntati ovunque.

Sono diversi, infatti, gli episodi di persone fermate in autostrada o in Transpolesana, mentre pedalavano indisturbati in sella alla propria bicicletta. E’ successo sabato scorso quando un extracomunitario è stato fotografato mentre, con grande tranquillità, percorreva indisturbato l’auto spingendo i pedali della sua bicicletta. “Non è la prima volta che capita - afferma un funzionario della Polstrada - E’ successo altre volte che sia in autostrada che sulla Transpolesana, siano state fermate persone in bicicletta, soprattutto extracomunitari non a conoscenza del fatto che sia assolutamente vietato. Ad avvisarci sono spesso i casellanti o gli stessi automobilisti - continua - Quando arriviamo non possiamo fare altro che elevare la contravvenzione e farli uscire dalla strada a pagamento”.

Purtroppo non ci sono grandi cose da fare e l’unica “arma” a disposizione delle forze dell’ordine è la possibilità di farli uscire al primo casello che, considerando l’ipotesi di entrata ad Occhiobello, si tratterebbe di Ferrara Nord, a questo punto però l’obiettivo del ciclista si può definire raggiunto.

Dopo l’extracomunitario fotografato sabato e postato sui social network mentre imboccava la A13 e pedalava a fianco di macchine e camion che sfrecciavano sulle corsie di marcia, sono state molte le segnalazioni di episodi simili registrati nei giorni precedenti.

“Io ho visto un signore in scooter transitare tutto il tempo in corsia di emergenza - risponde al post su Facebook un residente della zona - e non era di una cilindrata che permetteva l’accesso in autostrada”. Sembra quindi che, soprattutto dopo la chiusura del ponte di Occhiobello per i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, siano più di uno i ciclisti che, costretti a cercare un percorso alternativo, decidono di percorrere l’autostrada da casello a casello.

E non si tratta di una novità nemmeno a livello nazionale. Nel 2017, sulla Torino-Bardonecchia era diventato virale il video girato da una pattuglia della polizia stradale che immortalava un immigrato mentre pedalava in sella alla sua Graziella, con tanto di cuffiette per la musica infilate nelle orecchie.

Anche nei pressi di Pisa, qualche mese fa, alcuni migranti in bicicletta sono stati fermati dalla polizia stradale sull’autostrada Firenze-Pisa-Livorno mentre erano intenti a tornare al centro di accoglienza, di ritorno da una gita in domenicale.

Ora, oltre all’episodio registrato sabato, sembrano essere molti atri i ciclisti che, oltre che percorrere la A13, si riversano pure sulla Transoplesana, incuranti dei divieti visibili ad ogni entrata. In questo caso è anche più facile l’accesso, in quanto sia per entrare che per uscire non ci sono caselli o sbarre, ma semplici corsie stradali di immissione. E capita che incauti ciclisti si mettano sulla superstrada non conoscendo il divieto. ma mettendo a grave rischio la propria incolumità e la sicurezza della circolazione stradale.

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