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VIABILITA’

“Col caro sosta il centro muore”

Gli stalli blu costano 6,50 euro per cinque ore. Insomma: “Sono i soliti colpi.... di genio”

“Col caro sosta il centro muore”

“Devo o non devo pagare 1,30 euro?”. Neppure l’accertatrice della sosta lo sa di preciso, e nel dubbio risponde: “Non so, ma lei paghi”.

Ecco il debutto nella solita disorganizzazione dell’aumento dei parcheggi, che a Rovigo pesa come un macigno. Anche perché cinque ore in centro nel capoluogo polesano, per chi arriva da fuori da ieri costano 6,50 euro.
La “tassa” la deve sopportare chi viene per lavoro e non ne può fare a meno, ma chi arriva per svago, la evita proprio. E’ la rivoluzione dei parcheggi firmata dall’assessore Luigi Paulon. Quella che lui stesso aveva definito - testuale - “una marchetta al commercio”. Peccato che di commercianti contenti non se ne veda neppure l’ombra. Come dire: di certe marchette avrenno fatto tutti volentieri a meno. Ma si sa...

Non hanno dubbi, in strada, Silvio e Matteo che arrivano da Lendinara. “Ho dovuto parcheggiare alla fine di Corso del Popolo per arrivare al caffé Venezze - racconta Silvio - Non si trova mai posto...”. Il confronto con Lendinara viene spontaneo: “Da noi il sindaco ha tolto i parcheggi a pagamento - racconta Matteo - ha messo il disco orario ed è stata una grande mossa, anche perché in paese non sarebbe più venuto nessuno. Saremmo tutti emigrati dove il parcheggio è gratuito. A Rovigo, invece...”.

Luca, un frequentatore assiduo della piazza e appassionato di Rovigo, si chiede: “Dove sono i parcheggi gratuiti? Ogni città ne dovrebbe avere un tot per bilanciare quelli blu, ma sinceramente in centro non ne vedo. Questo è un sistema per tenere lontana la gente ”.
Ieri, intanto, con le nuove tariffe già in vigore gli operai erano ancora all’opera per sistemare la segnaletica. Come se non si sapesse da tempo che lo sgradito aumento sarebbe scattato. Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 si paga 1,30 euro nella zona centrale, 1,20 euro nella zona semicentrale. Il sabato è gratis dalle 16. Scomparsa la pausa pranzo, che era gratis, a beneficio di bar e ristoranti. Anche questa si paga.

“Se aggiungiamo il fatto che in una giornata come sabato pomeriggio organizzano la Pretty run e chiudono il centro alle auto - fa notare Roberto, titolare di un negozio di abbigliamento - e io posso chiudere bottega, ci rendiamo conto di quanto sia miope chi ha queste belle idee”.

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