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Nuoto in acque libere

Tosini tenta un’altra impresa

Venerino non si ferma: “Vado, nonostante il diniego del Parco Arcipelago Toscana”. Il 66enne, a fine agosto, punta alla traversata dall’Isola di Montecristo all’Elba.

Tosini tenta un’altra impresa

“Nonostante l’ennesimo diniego da parte del Parco nazionale Arcipelago Toscana, per effettuare l’attraversata a nuoto con partenza dallo scoglio della Fortezza isola di Montecristo per arrivare all’isola D’Elba, la eseguirò ugualmente. Attenendomi come base di partenza al limite consentito dalla legge, ossia a mille metri di distanza dall’isola di Montcristo”.

Così Venerino Tosini, 66 anni, originario di Bosaro ma da più di 40 anni a Ferrara. E’ un veterano delle attraversate in mare aperto. “E’ la prima volta che non parto con i piedi a terra, ma ciò non toglie nulla alla mia volontà di portare veramente a termine l’ultima attraversata a nuoto della mia attività natatoria”, spiega.

E aggiunge: “Per corretta informazione, non mi viene concessa la partenza dall’Isola di Montecristo, in quanto i vari articoli di legge vietano qualsiasi tipo di balneazione. Vorrà dire che la mia attraversata sarà una balneazione di ventitré miglia nautiche”.

Venerino prevede di effettuare quest’ultima attraversata “verso la fine del mese di agosto, circa”.

Quindi spiega alcuni aspetti tecnici di come si svolgerà quest’ultima opera natatoria. “Sarò seguito da una barca a vela, lo Stefin, una bialbero di undici metri, timonata dallo Skipper Raffaele Veneziano, memore di numerose imprese oceaniche, come il doppiaggio di Capo Horn, già famoso Skipper velista di Mascalzone Latino”.

Si alternerà con lui il figlio Matteo, il quale “in alcuni momenti più difficili, durante la notte, mi affiancherà con un tender”.

Matteo è molto preparato a stare in mare con il buio, tra l’altro effettuerà le riprese della nuotata. “Sulla barca è prevista la presenza di una freelance. Non avrò nessuna luce sopra il capo come molti potrebbero pensare”.

“Saranno circa novemila le calorie necessarie per questa attraversata - dice Tosini - integrate con carboidrati sottoforma di frittata di spaghetti, circa otto etti con due uova sbattute e tre cucchiaiate di formaggio grattugiato. In aggiunta assumerò ogni ora e mezza un frullato di frutta con dentro dei biscotti, e qualche pezzo di formaggio grana. Serviranno circa sei - sette litri d’acqua”.

Venerino Tosini ricorda che “questo tipo di nuoto non è riconosciuto da nessuna federazione a livello planetario”. E ancora: “Voglio anche ricordare che porterò a termine quest’ultima avventura, e sarò il primo uomo terrestre che all’età di sessantasei anni suonati da un pezzo. Ho percorso a nuoto più Nautical miglia di chiunque altro”.

“Sarò protetto da una muta di due millimetri confezionata su di me, liscia esternamente e foderata all’interno - entra nel dettaglio - La stessa serve a mantenere una costante gradazione corporea, ma non solo; infatti potrei urtare delle meduse, tipo la Caravella Portoghese, dolorosissima”.

“Nel mare mediterraneo sono di casa - dice Tosini - Avrò a disposizione due paia di pinne particolari: un paio totalmente in fibra di carbonio di ultima generazione, con scarpetta personalizzata, al silicone; mentre l’altro paio ha una pala in acciaio inossidabile dello spessore di cinque decimi, si differenziano per leggera misura fra la destra e la sinistra per una mia decisione. Queste ultime le calzerò appositamente quando mi troverò a passare a poche miglia dallo scoglio d’Africa. Si tratta di una secca di qualche chilometro quadrato, il suo vertice rimane sotto il livello del mare pochi metri, qui le correnti possono raggiungere anche un nodo. Per i non addetti, si può paragonare alla corrente media del grande fiume Po. Userò queste pinne per mantenere le gambe più in profondità”.

Una volta entrato in acqua “mi occorrerà circa un’ora e mezza, fra pinneggiate e bracciate, per trovare l’assetto giusto e la respirazione conforme al ritmo equilibrato per entrambi gli arti. Alla fine della terza ora le gambe termineranno il ciclo di propulsione, e la pinneggiata sarà saltuaria con il chiaro mantenimento dell’equilibrio, mentre le bracciate saranno costanti fra le quarantasette e le cinquantadue al minuto”.

Venerino Tosini prevede di portare a termine l’attraversata con sedici-diciotto ore di nuoto o poco più: “Sono più di ventitrè nautical miglia che separano la distanza prefissata. Potrebbero aumentare specialmente all’altezza dell’isola di Pianosa”.

In molti, si chiederanno come è possibile nuotare per tante ore, e a cosa si pensa. “Rispondo che l’allenamento specifico è indispensabile, chiaramente non solo quello fisico: occorre essere preparati a quello psicologico, non temere che sotto di te ci sono centinaia di metri d’acqua di profondità, ed essere solamente concentrati a portare a termine, una generosa nuotata, che in alcuni momenti sembra non finire mai”.

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