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Emergenza criminalità

“Più che paura, abbiamo rabbia”

Tre rapine in pochi mesi in fondo a Corso del Popolo: la gente adesso non ne può più. Giuseppe: “Manca la sicurezza”. Andrea: “Non c’è certezza della pena”. Valeria: “Servono più controlli”.

“Più che paura, abbiamo rabbia”

“Più che paura, abbiamo rabbia”. E’ la sintesi del pensiero della gente che vive in fondo a Corso del Popolo a Rovigo, dopo l’ennesimo episodio di criminalità ai danni di un esercizio commerciale del quartiere.

Infatti, venerdì mattina, si è verificata l’ennesima rapina ai danni del negozio Tigotà. L’uomo, armato di taglierino, con un cappellino tirato fin sulla fronte e un paio di occhiali da sole è entrato in azione, intorno alle 11.30. Incurante dei numerosi clienti e delle tante persone presenti lungo Corso del Popolo, l’uomo, carnagione chiara e sulla quarantina, ha fatto irruzione al Tigotà, puntando un taglierino verso la cassiera, riuscendo così a farsi consegnare l’incasso della mattina. Momenti di terrore tra i presenti: una rapina consumatasi in pochi istanti, che ha fruttato al malvivente circa trecento euro in contanti. Ottenuto il denaro, l’uomo è uscito dall’esercizio commerciale fuggendo a piedi: immediatamente è stato lanciato l’allarme, e sul posto sono intervenuti i carabinieri. E’ la seconda rapina messa a segno nello stesso negozio e a distanza di pochi mesi: lo scorso 21 febbraio, infatti, un uomo, con la testa coperta da un cappello di lana, riuscì a farsi consegnare l’incasso della giornata poco prima della chiusura serale. Mentre il 19 marzo, qualcuno rapinò la para farmacia a pochi metri dal Tigotà. Anche in questo caso il rapinatore aveva in mano un taglierino.

“Abito qui vicino - spiega Giuseppe - Non ho paura, ma rabbia soprattutto. Manca la sicurezza; rispetto a qualche anno fa, c’è più criminalità. La situazione di crisi influisce e porta anche a queste situazioni”. Andrea abita vicino al Tigotà, proprio nello stesso stabile. “C’è più rabbia che paura per quello che sta accadendo - conferma - Anzitutto, perchè quello che sta accadendo non dovrebbe succedere in un paese civile. Poi, perchè non c’è reazione da parte della gente. La percezione che c’è nel quartiere è l’insicurezza. Inoltre, manca la certezza della pena. E i criminali non hanno paura nè della galera, nè del popolo italiano”.

Anche Marzio abita nel quartiere in cui si sono verificati gli episodi criminosi. “Ci sono molti stranieri. Fino a 8 o 9 anni fa Rovigo era più vivibile. Allora si poteva passeggiare tranquillamente fino alle due di notte, adesso non si può più fare perchè manca il senso di sicurezza. Chi commette reati non ha paura, nè rispetto. Infine, a differenza di un tempo, manca anche la solidarietà tra le persone”.

Nel quartiere si vive adesso con un certo timore che possa succedere ancora. “C’è da stare attenti purtroppo - dice Jessica che è residente nella zona - io ho anche dei bambini. Servono più protezione e controlli da parte del Comune e delle forze dell’ordine”.

Timore si vive anche da parte di chi ha altre attività sul Corso del Popolo. “Viviamo la situazione con una certa preoccupazione, è ovvio - dice Valeria, titolare di un negozio di arredamento sul Corso - potrebbe succedere anche a noi. E quando entrano nel negozio, e magari sei sola, non sai cosa può succedere poi. Tre rapine negli ultimi mesi sono tante: si vive nell’insicurezza. Non so quanto servirebbero le telecamere. Servirebbero comunque più controlli”.

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