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Consorzio di sviluppo

“Trombini inerte, tocca al prefetto”

Casse vuote, si avvicina la resa: “Ripristinare il funzionamento dell’ente o chiudere”

“Trombini inerte, tocca al prefetto”

Il presidente del Consvipo chiede al prefetto di commissariare il presidente della Provincia. O meglio chiede di convocare l’assemblea dei soci a causa “dell’inerzia” di Marco Trombini. Angelo Zanellato che, come lui stesso precisa, è dimissionario dallo scorso dicembre dalla carica di presidente del cda, ha scritto al prefetto Enrico Caterino di prendere in mano la situazione del Consorzio di sviluppo.

La situazione si è quindi incancrenita, visto che a nessuno, ma proprio a nessuno tranne all’attuale cda che magari spera di restare ancora un po’ in sella, il Consvipo interessa più. Non ai partiti politici, non ai sindaci. Gli stessi ultimi difensori di Zanellato se ne sono lavati le mani. Uno stallo che dura da mesi e che ha visto Zanellato protrarre la sua presidenza scaduta grazie all’inerzia di tutti. Ma ora il piatto piange, le casse del Consvipo sono vuote e il cda scrive al prefetto dato che, spiega nella lettera inviata al rappresentante del governo, visto che “non vi è certezza di poter garantire i pagamenti dovuti per il mese di luglio”.

Zanellato attacca frontalmente Trombini, lo definisce inadempiente per non aver messo a bilancio la quota della Provincia per il Consvipo (264mila euro), lo ritiene inerte per non essersi formalmente dimesso dalla presidenza dell’assemblea dei soci nonostante lo avesse annunciato. Tra Consorzio di sviluppo e Provincia è stata poi attivato un arbitrato per definire come si possa uscire dal consorzio, se cioè la gabbia che obbliga i Comuni a restarci dentro sia assoluta o se ci sono vie di fuga per spezzare catene che ormai in pochi vogliono mantenere.

Zanellato fa riferimento anche a possibili omissioni d’ufficio e interruzione di pubblico servizio, ventilando che queste accuse potrebbero ricadere su chi non fa quello che lui propone. Denuncia il suo socio di maggioranza? Per ora chiede che venga convocata l’assemblea dei soci “per adottare provvedimenti necessari la paralisi o il dissesto dell’ente, che non potrà più pagare spese e e sostenere costi”. La richiesta al prefetto è quasi una resa: “Ripristinare il normale funzionamento dell’ente (con la stragrande maggioranza dei soci che non hanno alcuna intenzione di versare un cent) o avviare le procedure per la chiusura e la sua liquidazione”. Insomma far su baracca e burattini, come chiedono molti sindaci da molto tempo. Le competenze, poi, potrebbero passare ad altri enti, come ha fatto notare giorni fa il sindaco di Rovigo.

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