you reporter

Consorzio di sviluppo

“Angelo Zanellato, che pena”

“Noi lavoriamo, lui scrive e minaccia. Ma vuole solo salvare se stesso e piazzare qualche amico”

“Angelo Zanellato, che pena”

Ormai siamo agli stracci, ai piatti rotti, ci mancano solo le torte in faccia. Il presidente del Consvipo e quello della Provincia si stanno tirando contro di tutto. Lettere e velate minacce, denunce e “cordiali” insulti. Il Consorzio di sviluppo sembra arrivato ad un triste finale, perché, ormai è chiaro: o sarà qualcosa di profondamente diverso (come sperano i politici provando a tirare fuori ancora un po’ di soldi raschiando il fondo del barile), o non sarà più, punto e basta.

Prima la lettera inviata al prefetto da parte di Zanellato, presidente dimissionario del cda del Consvipo, per chiedere di convocare l’assemblea dei soci visto che “l’inerte” Marco Trombini, presidente della Provincia, non lo fa. Ora arriva la replica del numero uno di palazzo Celio: “Che pena l’atteggiamento di Angelo Zanellato - sospira Trombini - c’è chi sta lavorando per trovare una soluzione, e sto parlando della quasi totalità dei sindaci-soci; e c’è chi scrive lettere minacciando chissà quali denunce. Noi cerchiamo di costruire; lui invece insiste in un atteggiamento che non fa i conti con la realtà. Forse vuole perpetrare il suo posto di presidente. Ma in tutti questi anni quali proposte ha fatto per rivedere il Consorzio? Su quali alternative ha seriamente lavorato? Eppure lui è pagato per farlo, lui è pagato per svolgere un ruolo che dovrebbe mantenere il Consorzio al passo con i tempi”. Trombini insiste: “Invece Zanellato non sa far altro che rapportarsi ad uno statuto che è una gabbia, scritto oltre 60 anni fa, e che tutti i sindaci vogliono cambiare. Ma lui sa solo ragionare con quel punto di riferimento”.

Trombini e Zanellato, quindi, non se le mandano a dire. Il numero del cda nella lettera spedita al prefetto di Rovigo ha fatto allusioni a possibili omissioni d’ufficio, interruzioni di pubblico servizio. Denunce pesanti, quindi, che però non sembrano preoccupare più di tanto Trombini, ormai deciso a non mollare e a non mettere soldi nel bilancio della Provincia per il Consorzio: “Zanellato non vuole fare i conti con la crisi del sistema pubblico. La Provincia non è più quella del 1962. Io ed altri sindaci stiamo lavorando per dare un futuro al Consvipo, allargando il ragionamento alla bassa Padovana, un po’ come è stato fatto con Acquevenete. L’assemblea ci sarà. E quindi a cosa serve minacciare? Forse ha fretta di rinnovare il cda perché ci sono pressioni per sistemare questo politico o quel professionista?”

Zanellato aveva anche parlato di inerzia della Provincia che non convoca i soci e non chiarisce chi sia il presidente dell’assemblea, quindi autorizzato alla convocazione (che può però avvenire anche su spinta di cinque sindaci). “Inerte io? - Tuona Trombini - e i partiti politici? Dove sono? Qualcuno sa come la pensano nelle segreterie riguardo al destino del Consorzio di sviluppo? Il pensiero di Trombini, presidente della Provincia e sindaco di Censelli è stato esternato in atti e documenti. C’è una delibera del consiglio provinciale che afferma che nel bilancio non c’è spazio per le quote del Consorzio di sviluppo. Se poi qualcuno vuol far finta di non vedere, va bene così. Noi andiamo avanti sulla linea che abbiamo già impostato. E questo nonostante un arbitrato, attivato proprio dal cda del Consvipo che deve stabilire procedure e tempi per uscire dalla compagine sociale”.

Insomma il Consvipo ormai sta scadendo a livello di farsa, più che un teatrino però sembra un concertino, quello che suonava negli ultimi minuti del Titanic.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl