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"Orgogliosi di approdare a Rovigo"

Per la prima volta dopo l'accordo parla il gruppo Thun, che rilevato il caffé Borsa. La società altoatesina promette: “Obiettivo è soddisfare i clienti. Assumeremo in provincia”.

"Orgogliosi di approdare a Rovigo"

 Dopo i tre caffé aperti nel 2017 a Milano, Montebelluna e Cittadella, Thun dirotta su Rovigo e investe nel Caffé Borsa. Le trattative con il gestore del locale (le mura sono della Camera di Commercio), Lorenzo Paparella sono durate mesi e solo martedì sera, l’accordo si è chiuso, segnando un enorme cambio di passo per tutta la città e chi la frequenta, visto che il Caffé Borsa è il salotto della città.

Il marchio altoatesino promette di portare innovazione, un tocco di montagna, ma di seguire e coccolare i clienti e le loro esigenze. Chissà cosa diventerà il locale storico che era “la piazza nella piazza”... Lo abbiamo chiesto alla nota casa di “angioletti”, che da un anno si è prestata al “food”.

Intanto come è arrivata la decisione di fare un investimento così importante su Rovigo, che è una realtà se vogliamo piccola e - almeno a detta dei rodigini - poco effervescente.

“Rovigo storicamente è una piazza molto importante per la Thun. Negli anni si è creato un profondo legame tra territorio e marcho grazie alla presenza di Thun in provincia con negozi monomarca e multimarca. Oggi siamo presenti alle porte della città , nel centro commerciale. Avere l’opportunità di essere in centro storico è per noi un piacere e un grande onore”.

Avete studiato anche il tipo di clientela, osservato il vostro futuro target immagino, che idea vi siete fatti dei rodigini e polesani e che risposta vi aspettate dal pubblico?

“La città e la provincia hanno sempre dimostrato un grande affetto verso Thun. Poter offrire oggi ai rodigini e polesani maggior servizio e una nuova esperienza di acquisto all'interno di uno spazio dove si possa mangiare e bere, ma anche trovare l'idea per dolce pensiero o un piccolo regalo, è sicuramente una grande opportunità. Il nostro obiettivo è quello di coccolare i clienti dal mattino alla sera, quindi, dalla colazione, per proseguire con il pranzo, continuando poi con la merenda, per finire con l’apericena”.

Sono stati mesi di intense trattative con il gestore dell’attuale caffè Borsa, che cosa vi ha convinto dell’affare?

“Innegabile la posizione strategica ma soprattutto la bellezza del locale, che vogliamo preservare nel suo splendore e nella sua storicità, facendo solo gli interventi necessari per la gestione delle attività e per trasmettere l' emozione e i valori del marchio. Così abbiamo fatto anche nelle altre tre location che ci stanno ospitando a Milano, Cittadella e Montebelluna, dove siamo presenti con los tesso concept, ma attraverso declinazioni di progetto fortemente diverse, con l'obiettivo di valorizzare al massimo le location. In particolare a Cittadella sono state volutamente mantenute le antiche finestre della farmacia storica della città, valorizzati i mattoni antichi portandoli a vista e messo in evidenza il meraviglioso soffitto a cassettoni. A Montebelluna è stata inserita una piccola oasi verde nel piazzale davanti allo shop”.

Quanti dipendenti assumerete? Siete alla ricerca di profili particolari?

“I tempi sono un po’ prematuri per avere una corretta quantificazione del numero di risorse che andremo ad inserire. Thuncrede nel valore delle Persone, perché è grazie al loro contributo che le iniziative hanno successo. Sicuramente saremo molto attenti a valorizzare le professionalità locali fornendo, ove necessario, specifiche competenze e adeguati piani di formazione per apprendere il modello di servizio Thun che fa sì che oggi le nostre confezioni siano da molti apprezzate per la cura del dettaglio e la personalizzazione del prodotto”.

Il Borsa è sempre stato il “Pedrocchi” di Rovigo (per usare un paragone con Padova). Il fatto di entrare in un locale storico che è quasi una piazza nella piazza a Rovigo, lo temete?

“Il nostro obiettivo è di cercare di ridare quanto prima alla città il caffè storico di riferimento limitando, compatibilmente con le necessità burocratiche-amministrative, i tempi di chiusura per poter accogliere quanto prima i clienti storici e i nuovi clienti che vorranno venirci a visitare. Ci riterremmo soddisfatti solo quanto lo saranno tutti i nostri clienti”.

Per ora è certo che Lorenzo Paparella e il suo staff lasceranno il locale con una grande festa per la città che ama il Borsa. E che dopo lui per almeno sei mesi si riposerà dopo un anno bollente. Poi... si vedrà.

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