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Rovigo

Lite tra detenuti, ferita una guardia

Una rissa è scoppiata in un piano del carcere in quel momento a 'regime aperto'

Lite tra detenuti, ferita una guardia

Una lussazione al polso e diciotto giorni di prognosi per un poliziotto penitenziario che, ieri mattina, si è ferito mentre tentava di sedare una lite tra due detenuti nel carcere di Rovigo.

La rissa è scoppiata intorno le 9.30 tra un uomo italiano e uno straniero, in un piano in quel momento a regime aperto: cioè, quando le camere detentive sono aperte. Una lite, sembra, per futili motivi, scattata forse per problemi legati alla quotidiana convivenza tra i due. Ad accorgersi di quanto stava accadendo l’agente di turno che è immediatamente intervenuto: raggiunta la camera però, ha dovuto prima farsi largo tra i numerosi detenuti accorsi e poi, tentando di separare i due in ogni modo, si è lussato il polso. I protagonisti della rissa, invece, non hanno riportato ferite.

A denunciare quanto è successo e a porre l’accento su alcuni aspetti dell’intera vicenda è Leonardo Angiulli, segretario generale Triveneto Uil Pa Polizia Penitenziaria: “Ormai situazioni di questo genere avvengono sempre più spesso - spiega - e ieri un agente si è ferito al polso. Ci sono alcune gravi cose da denunciare. La prima è che parliamo sempre di un poliziotto penitenziario che ha dovuto gestire una situazione da solo in un momento in cui i detenuti erano in regime aperto. La seconda - incalza - è che non è stato trasportato subito in ospedale, ma prima visitato in carcere. Non c’è stata la tutela immediata dell’agente - sottolinea Angiulli -. Il problema è che centinaia di episodi simili accadono sempre in questi circuiti aperti, quando i detenuti sono liberi di circolare in alcuni spazi. A Rovigo ci sono circa 110 detenuti e una trentina di agenti, basta poco per fare la proporzione e capire che c’è una grave carenza di agenti. Sono situazioni che non sempre finiscono con una lussazione. In questo caso l’agente è entrato nel circuito aperto tentando di farsi largo tra più detenuti. Situazioni inaccettabili che ormai registriamo in tutto il Triveneto.

Una cosa da non sottovalutare è anche la convivenza forzata tra detenuti di diverse culture, che spesso degenerano in risse. Sono tutti aspetti che devono essere affrontati e risolti”.

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