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Cavarzere

San Pietro, la rabbia delle mamme

Dopo la decisione di chiudere la scuola dell'infanzia, le madri non ci stanno: “Il Provveditorato non ci ha incontrato. Si dovrebbero guardare meno i numeri”

San Pietro, la rabbia delle mamme

“Non siamo assolutamente contente della decisione della Provincia e della Regione di chiudere o anche solo sospendere l’attività della scuola dell’infanzia di San Pietro: è una grave perdita per la frazione ed è sicuramente una mancanza che è difficile da colmare”.

Così le mamme dell’asilo di San Pietro, dopo aver appreso la decisione della chiusura, almeno per quest’anno scolastico, della scuola, per mancanza del numero sufficiente di bambini (minimo quindici), che avrebbero dovuto comporre la prossima annata scolastica per riuscire a portare avanti l’attività della scuola stessa.

Una settimana fa il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi aveva annunciato che non c’era stata alcuna disponibilità da parte del Provveditorato provinciale e regionale per un incontro di chiarimento e che la scuola non sarebbe stata chiusa, ma solo sospesa per quest’anno, in attesa che fosse riportato il numero di bambini necessario per riaprirla.

“Abbiamo chiesto un incontro con il Provveditorato, che non ci è mai stato concesso - dicono le mamme - Una vera e propria mancanza di ascolto, da parte di chi dovrebbe guardare un po’ meno i numeri e di più le problematiche che simili decisioni comportano per molte famiglie”.

“Chiaro che quest’anno iscriveremo comunque i nostri bambini o alla scuola di Cavarzere o di Boscochiaro, in base alla disponibilità del pulmino gratuito che è stato messo a disposizione dal comune - continua una delle mamme - ma credo ugualmente che non sia una soluzione sufficiente”.

E conclude: “Vorrei far presente che il continuo cambio di insegnanti da parte dei nostri bambini è un vero e proprio stress e potrebbe influire nella crescita dei figli stessi. Per cui non sappiamo se riportare i nostri bambini di nuovo a San Pietro, tra un anno, sia una cosa positiva o meno. Ci dovremo riflettere attentamente”.

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