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Punto nascite, per Adria c’è uno spiraglio

A Roma l’incontro con i sindaci. Vitale: “Nulla è perduto”. Barbierato: “Fiducioso”.

Punto nascite, per Adria c’è uno spiraglio

Si apre uno spiraglio di salvataggio per il punto nascite dell’ospedale Santa Maria Regina degli Angeli di Adria, mentre la situazione di Trecenta appare sempre più disperata.

Il ministero della salute chiede infatti alla Regione Veneto che venga riformulata la richiesta di deroga per bypassare la soglia dei 500 parti annui stabilita dal decreto Lorenzin nel 2016. Il provvedimento presentato a suo tempo da Palazzo Balbi proprio per stoppare la chiusura di diversi punti nascite in Veneto è stato respinto dal ministero il 2 luglio scorso, non riconoscendo la gravità della situazione che si sarebbe in questo modo venuta a creare.

Gravità posta con determinazione a Roma sul tavolo, davanti al sottosegretario alla salute Maurizio Fugatti, da parte del sindaco di Adria Omar Barbierato e degli altri tre sindaci direttamente coinvolti alla chiusura, ovvero quello di Trecenta (a Roma è andato Matteo Tegazzini, vice di Laruccia), quindi Davide Gianella di Piove di Sacco e Giancarlo Acerbi di Valdagno. La delegazione era guidata da Franco Vitale, nella veste di nuovo presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 5.

Lo stesso Vitale e i sindaci saranno domani mattina a Montecchio Precalcino dove si discuterà del Piano socio sanitario regionale: obiettivo, un faccia a faccia con l’assessore Luca Coletto e i vertici tecnici della sanità veneta per mettere a punto la nuova deroga da inviare a Roma.

“Sono pacatamente fiducioso - dichiara al telefono Franco Vitale mentre è sul treno del ritorno - la partita non è vinta, però non è neppure persa, siamo ancora in gioco. Adesso la Regione preparerà una nuova richiesta di deroga facendo tesoro delle indicazioni emerse. Si sta lavorando tutti insieme con convinzione e determinazione nella stessa direzione e questo mi lascia ben sperare”.

In una breve nota, il sindaco di Adria Omar Barbierato, lasciando trasparire che c’è una possibilità di salvare il punto nascite, osserva che “sarà nostro impegno proporre nuovi dati per valutare la necessità e l’importanza del nostro punto nascite adriese”.

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