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Alto Polesine

Morto nel Po: “Serve prevenzione”

Il sindaco Boschini: “Spesso annegano ragazzi stranieri, occorrono riflessioni e valutazioni”

Morto nel Po: “Serve prevenzione”

Il Po ha restituito il corpo di Youssef Achiri, il 16enne annegato giovedì pomeriggio mentre faceva il bagno con gli amici a Bergantino, e ora è il momento del dolore. La comunità marocchina e numerosi residenti di Castelmassa si sono stretti intorno alla famiglia, cercando di dare un po di conforto a parenti e amici in questo momento così difficile. Youssef, all’anagrafe residente a Sermide ma domiciliato a Castelmassa, dove da un anno frequentava anche la scuola, era venuto in Polesine un anno fa insieme alla mamma, ricongiungendosi al padre agricoltore.

Un bambino come tanti, con tanto entusiasmo, amante delle auto e del calcio, vittima di un fiume che non perdona inesperienza e superficialità. Poco dopo essere entrato in acqua si è trovato in difficoltà, così come un suo amico fraterno di 14 anni: se quest’ultimo è riuscito a salvarsi grazie anche all’aiuto di un pescatore, Youssef è stato trascinato sul fondo senza più via di scampo. Nonostante le immediate riscerche per lui non c’è stato nulla da fare, ed è stato trovato il giorno dopo in mezzo al corso d’acqua dai vigili del fuoco.

E’ una tragedia, una di quelle notizie che non vorremmo mai ricevere” ha affermato il sindaco Eugenio Boschini, che si è lasciato anche ad una lunga e profonda riflessione. “Credo che alla luce di quanto accaduto sia necessario fare delle attente valutazioni - ha spiegato - Periodicamente succedono queste cose, sia nel laghetto che nel grande fiume. Le vittime sono spesso bambini o giovani extracomunitari che non conoscono le insidie di queste acque. Probabilmente per cercare un po di refrigerio, non potendo a volte permettersi neanche un ingresso in piscina, si buttano ignari del pericolo. Sarà il caso, a livello nazionale, informare le comunità straniere, e non solo ,di cosa si rischia. Possiamo pensare anche di mettere de cartelli, con scritte in italiano, inglese e arabo per indicare il divieto di balneazione, facendo prevenzione anche nelle scuole. Quello che occorre è prevenzione a 360 gradi - incalza - Mentre i nostri figli, grazie agli insegnamenti di genitori e nonni crescono imparando quali pericoli nasconde il Po, queste persone ne sono completamente ignare. La prevenzione può aiutare a evitare altre simili tragedie”.

La salma di Youssef al momento si trova all’ospedale di Trecenta, e la famiglia è in attesa dei documenti necessari per portarla in Marocco: paese di origine del 16enne.

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