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Dal ribasso d’asta una speranza per ampliare i lavori al Maddalena

Nel progetto, priorità alle strade e all’unificazione del parco.

Dal ribasso d’asta una speranza per ampliare i lavori al Maddalena

Archivio, uffici, persino un grande auditorium. E i pannelli fotovoltaici sulle terrazze, già approvati dalla Soprintendenza. Ma con l’ultimo piano, e poco meno della metà del terzo, che resteranno soltanto a grezzo: certo, saranno tirati a nuovo i muri e rifatta completamente la copertura per preservare il palazzo dagli agenti atmosferici, ma delle finiture si parlerà soltanto in un secondo momento.

Anche se una speranza c’è: risparmiare qualcosina grazie all’asta al ribasso per l’aggiudicazione lavori (basterebbe un 10-15%) e ampliare ancora di più la superficie completamente riqualificata che ora è fissata in 7.740 metri quadrati sui 10.354 di superficie coperta complessiva.

Sono i dettagli del progetto di riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena, così com’è stato presentato al ministero. Ieri sera il consiglio comunale ha approvato, a larga maggioranza (20 sì su 30 presenti), la proposta di acquisizione dell’immobile dalla ditte edili Cefil e Reale, per 2,6 milioni di euro. Soldi che serviranno, in prima battuta, ad estinguere l’ipoteca che pende sull’immobile, che sarà dunque consegnato al comune “pulito” da ogni gravame.

Così, il comune ha dovuto rinunciare a lavori per 2,6 milioni, e ricalibrato di conseguenza il progetto. Fermo restando il rifacimento completo delle nove strade individuate (che vedranno rinnovare sottoservizi, asfalto e marciapiedi) e il recupero del grande parco da 14mila metri quadrati, per due terzi sottratto alla città dal 2012 (“La prima cosa da fare”, secondo il sindaco), si è deciso dunque rinunciare alla sistemazione dell’ultimo piano del palazzo e di parte del terzo, per 2.2614 metri quadrati complessivi..

Negli altri piani, troveranno posto l’archivio comunale (attualmente in un capannone in affitto, in zona Interporto) e molti uffici, a partire dall’intero comparto servizi sociali (anche questi attualmente in affitto). Traslochi che porteranno il comune a risparmiare in tutto centomila euro di canoni di locazione all’anno. Che potranno dunque essere reinvestiti in ulteriori lavori o servizi alla città.

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