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Trebisacce: è come fare un tuffo nel passato

Calabria da scoprire

Trebisacce: è come fare un tuffo nel passato

Calabria

Nonostante sia estate, le arance maturano ancora dolcissime e succose nei giardini di Trebisacce. Gli alberi promettono nuovi frutti fino ad agosto inoltrato. Gli aranceti di Trebisacce sono il simbolo di una Calabria, insolita, autentica e generosa, ancora tutta da scoprire che meraviglia e che incanta. Le spiagge incontaminate e selvagge, le oasi protette in collina e un centro storico rimasto praticamente intatto fanno di Trebisacce, in provincia di Cosenza, sul mar Jonio, la meta ideale per un turismo alternativo.

La località ha origini antichissime. Ci si rende conto di questo salendo in collina fino al sito archeologico del Broglio, dove sono state ricostruite le capanne degli Enotri. Si tratta di un villaggio che si è sviluppato per mille anni, tra il 1700 e il 710 avanti Cristo.

Venne misteriosamente abbandonato con l’arrivo dei coloni Greci, che fondarono Sibari. Tra le scoperte più interessanti una piccola fornace dove un artigiano fece conoscere agli abitanti del Broglio il ferro e diede una dimostrazione su come lavorarlo. In un grande magazzino sotterraneo sono stati rinvenuti poi cinque dolii, grandi anfore che conservavano derrate alimentari tra cui l’olio d’oliva che gli Enotri già conoscevano all’epoca. Sono stati rinvenuti anche i resti di ben sei cervi che forse vennero impiegati per una cena. Importante il ruolo della donna che aveva pari dignità dell’uomo. Il sito era peraltro collegato a quello di Macchiabate del Timpone a Francavilla Marittima, che con il suo tempio dedicato ad Atena era considerato un centro religioso.

Il centro storico di Trebisacce si adagia dolcemente sulla collina ed è tutto un saliscendi di viuzze. La piazza del Cannone, così chiamata non per la presenza di un cannone, ma perché qui le acque sorgive, che numerose sgorgano in Calabria dalle montagne, hanno una pressione tale da sembrare un cannone. Qui un tempo si ritrovavano le donne per attingere l’acqua da portare in casa e gli uomini che facevano abbeverare le bestie. Qui nascevano gli amori e oggi la piazzetta viene utilizzata per declamare poesie nel corso di un festival che si tiene il secondo weekend di agosto.

Passeggiando per le vie ci si imbatte nel Museo dell’arte olearia e della civiltà contadina Ludovico Noia, dove si possono ammirare i grandi torchi in legno alla calabrese, le macine, ma anche oggetti in uso nella vita quotidiana e del lavoro.

A pochi passi dal Museo si trova la chiesa madre dal tetto ligneo. Restaurata di recente, conserva al suo interno un Cristo in legno del 1400 snodabile. Veniva utilizzato in varie occasioni sia per rappresentare Cristo Morto, sia per rappresentare Cristo Risorto.

Per tutelare la natura e potenziare l’offerta naturalistica il Bosco di Trebisacce, nei pressi della Torre di Albidona, è diventato un’area ambientale protetta e attrezzata entrando a far parte della Rete Natura 2000. Qui vivono piante della macchia mediterranea e animali a rischio estinzione. Si può soggiornare al resort Otium di Villapiana Scalo (www.otiumclub.com), località strategica per le varie escursioni alla scoperta di una Calabria insolita.

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