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Bagnolo di Po

Runzi piange Giuseppe Fin, emigrato illustre

Aveva 88 anni, era emigrato in Australia quando ne aveva 26. Il cordoglio del paese

Runzi piange Giuseppe Fin, emigrato illustre

E’ morto un emigrato italiano illustre: Giuseppe Fin. Vissuto a Runzi di Bagnolo di Po dall’età di sei mesi, proveniente dal vicentino con la sua numerosa famiglia, a 26 anni decise di partire per Sidney in Australia e raggiungere la sorella Maria, partita qualche anno prima con il marito e la figlia. Era il 13 ottobre 1956 quando partì da un Polesine che ancora si leccava le ferite della seconda guerra mondiale e cercava di rialzarsi dall’alluvione del ’51.

Giuseppe, da tempo malato, è venuto a mancare. Ottavo di nove figli, cresciuto in una famiglia di agricoltori, decise di mettere migliaia di chilometri tra la vecchia e la nuova vita “così, se le cose vanno male nessuno si ricorderà di me – diceva- se vanno bene, tornerò più spesso nella mia terra da vincitore”. Giuseppe ha lavorato molto per affermarsi in terra straniera. Ha affrontato con dignità i lavori più umili, anche più d’uno contemporaneamente, diventando imprenditore di due ditte di ristrutturazioni edilizie e costruzioni. Molte le attività socio-culturali svolte come membro attivo con incarichi di responsabilità che l’hanno visto insignito di medaglie e onorificenze sia in Australia che in Italia. Tra queste la medaglia da parte del Governo Australiano per il servizio reso alla comunità e l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nel dicembre del 1998 incontrò l’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro in occasione dell’inaugurazione della “Casa d’Italia – Co.As.It. – San Francesco”, che gli conferì l’onorificenza di Commendatore . Il fiore all’occhiello della sua attività sociale volta all’integrazione ebbe inizio nel 1992 con l’inizio della creazione della scuola Bilingue Italiana che aprì le porte agli studenti 9 anni dopo. Giuseppe in Australia ha trovato anche l’amore: Patricia che l’ha reso padre di otto figli, sei femmine e due maschi. Più volte ha fatto ritorno in Italia portando la sua numerosa famiglia a visitare e conoscere la sua terra che lui ricordava nelle lettere di carta azzurrina che inviava alla famiglia.

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