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Allarme viadotti

Ponte sull’A13, controlli e sospetti

Autostrade per l’Italia lo verifica senza sosta. La ditta realizzatrice coinvolta in indagini di camorra

Ponte sull’A13, controlli e sospetti

Il ponte sull’autostrada sotto continuo monitoraggio per una struttura che non fa dormire sonni tranquilli Autostrade per l’Italia.

Non è proprio allarme ponti, ma poco ci manca. La tragedia di Genova ha riportato in primo piano la necessità di una continua ed efficace manutenzione su ponti e viadotti in Italia. E per questo ovunque sono scattate verifiche, interrogazioni annunci di check up. Le infrastrutture, quindi, dovranno e devono essere passate ai raggi X. Fra queste anche quelle polesane, Provincia e sindaci hanno assicurato massima cura nel verificare le condizioni dei ponti.

Fra i viadotti sottoposti a verifica ci sono quelli su corsi d’acqua e grandi via di comunicazione. In particolare in Italia ci sono sei viadotti sotto continuo esame attraverso un moderno sistema di sensori. Uno di questi è il cavalcavia autostradale di Villamarzana, che scavalca l’A13, sottoposto a verifiche h 24 a causa di una carta d’identità non del tutto rassicurante.

Secondo un’inchiesta del Sole 24 Ore il viadotto a sud di Rovigo, non lontano dallo svincolo autostradale, gestito da Autostrade per l’Italia (Aspi), avrebbe però qualche problemino.

la pulce nell’orecchio è stata infilata dal fatto che fra questi sei viadotti ce ne sono monitorati in modo particolare. Quello quello della E45 che passa sulla A14 a Cesena Nord, e, appunto, quello di Villamarzana. I sei ponti da non molto tempo sono costantemente esaminati con lo Smart Monitoring, un sistema di controllo avanzato che trasmette, attraverso una particolare tecnologia a base di sensori, dati in continuazione. La domanda che sorge spontanea è come mai il sistema non è stato utilizzato anche per il ponte Morandi a Genova? Aspi ha fatto sapere che quella dei sei viadotti è una sperimentazione per la validazione di diversi sistemi di misura. Si tratta di un sistema che consente il controllo continuo dei transiti sulle opere effettuando il riconoscimento del tipo di mezzo che percorre l’opera e rilevando al contempo eventuali anomalie nel comportamento dell’opera stessa dal punto di vista delle deformazioni.

E quindi? Quindi, e qua veniamo al caso polesano, ci sono due di questi viadotti che sono sottoposti a particolare attenzioni. Quello di Ravenna e il cavalcavia di Villamarzana, che sconta una sorta di peccato originale. Il cavalcavia fa parte di una generazioni di ponti di una decina di anni fa, realizzato da una ditta della provincia di Napoli i cui componenti sono finiti al centro di inchieste su camorra e appalti. Un testimone di giustizia avrebbe anche fatto riferimenti a contatti e intrallazzi proprio per l’ottenimento di alcuni appalti da Aspi. Ed in qualche caso alcune di queste opere hanno registrato cedimenti o veri e propri crolli. Da qui il due più due di Aspi e la decisione di mettere sotto verifica 24 ore su 24 alcune opere realizzate dalla ditta del napoletano che potrebbero evidenziare qualche problema alle strutture. E non è escluso che proprio su questi appalti e sul modo di realizzare ponti non ponga lo sguardo anche la procura di Genova nel quadro delle indagini sul disastro del ponte Morandi.

Ora questo non significa che il cavalcavia di Villamarzana sia a rischio, o che sia stato sicuramente costruito non a regola d’arte. Giustifica però il ricorso al Smart Monitoring. Questo tipo di tecnologia si rifa a sistemi di monitoraggio con sensori fissi, progettati per registrare in ogni momento tutti i movimenti della struttura e inviarne traccia a una centrale che analizza il segnale ‘depurandolo’ da eventuali falsi allarmi dovuti ad esempio al passaggio di mezzi pesanti o a forti raffiche di vento.

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