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Consorzio di sviluppo

Consvipo, i sindaci ci riprovano

Siviero: “Senza un’intesa potrei nominare io la governance”. Ma per un accordo serve l’ok di Rovigo

Consvipo, i sindaci ci riprovano

21/08/2018 - 18:01

Ci riprovano. I sindaci fanno un altro, l’ennesimo, tentativo per nominare presidente e cda del Consorzio di sviluppo. L’assemblea dei soci è stata convocata per il 30 agosto prossimo con all’ordine del giorno la nomina della nuova dirigenza, cosa che non era riuscita nelle ultime due assemblee. Per tenere in vita un ente che da mesi è bloccato, anemico, sull'orlo del baratro.

Ora però arriva il punto di non ritorno perché la chiamata di giovedì 30 agosto potrebbe essere l’ultima per evitare la messa in liquidazione del Consvipo, cosa tra l’altro che non è detto che non si verifichi anche successivamente. Il presidente dell’assemblea, e reggente del Consvipo, Francesco Siviero, sindaco di Taglio di Po, ha infatti tempo fino al 31 agosto per nominare d’ufficio il nuovo cda. Cosa che si potrebbe verificare nel caso l’assemblea dei sindaci non dovesse trovare una soluzione. Per Siviero si tratta di un’estrema ratio, alla quale non vorrebbe dar seguito, ma spiega: “Occorre ripristinare la piena attività dell’ente. Serve un cda e spero che i sindaci entro pochi giorni siano in grado di trovare una soluzione condivisa. In caso contrario potrei esercitare i poteri descritti dallo statuto che prevede la nomina di un cda da parte del presidente dell’assemblea entro 45 giorni dalla caduta del precedente cda”.

Sperare in una soluzione condivisa, però, significa ottenere l’appoggio di quasi tutti i sindaci, di sicuro tutti quelli principali, compreso il primo cittadino di Rovigo. Provincia e Camera di commercio, infatti, si sono chiamate fuori da tempo e mancando loro che formano quasi il 48% delle quote (44% la Provincia e oltre il 3% la Camera di commercio) per ottenere il 50% più uno dell’assemblea serve davvero l’ok di tutti gli altri soci. Ecco allora che si guarda alle scelte di Massimo Bergamin, sindaco del capoluogo, assente nell’ultima riunione. Senza una sua partecipazione (Rovigo detiene oltre il 10,6%) nessuna maggioranza sarebbe possibile. “Cercheremo un incontro - dice Siviero - credo che un’intesa sia possibile. Se non altro per decidere cosa fare di questo Consorzio. Lo si vuole chiudere? E allora lo si decida nella sede appropriata. Si vuole andare avanti? E allora troviamoci per impostare una linea d’azione condivisa”.

Nei prossimi giorni è possibile che i sindaci siano impegnati in riunioni e summit. Nel caso non ci fosse alcuna intesa Siviero potrebbe decidere individuare il presidente del Consvipo, che, vista l’impossibilità di andare avanti, potrebbe, a questo punto, prendere le sembianze di un liquidatore.

Sottotraccia emerge che l’obiettivo di molti sindaci è tirare a campare fino alle prossime elezioni provinciali, previste in ottobre. In quel momento cambieranno gli assetti politici di palazzo Celio e non è escluso che il nuovo presidente riveda la posizione sul Consvipo, anche se a quel punto dovrebbe decidere di versare le quote 2017 e 2018 (per un totale di oltre 520mila euro). Resta il fatto che il Consvipo resta ad un bivio, come avviene da circa un anno, con i sindaci ancora non in grado di sbloccare lo stallo.

In caso di una soluzione condivisa, inoltre, i nomi dei candidati al cda devono essere presentati entro cinque giorni prima dell’assemblea, quindi entro sabato, o al più tardi, lunedì prossimo.

Nell’ultima riunione di soci l’assemblea (con circa il 37% di quote presenti) ha approvato il bilancio consuntivo e le tabelle dei contributi 2018. Rovigo non c’era, e nemmeno Provincia e Camera di commercio. Niente da fare invece per il cda, cosa che si proverà a fare nei prossimi giorni. Ma tutto passa da Rovigo, a meno di non voler forzare la mano per isolare, politicamente, il capoluogo.

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