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ARQUA’ POLESINE

Anziani picchiati con una pala: "Erano bestie"

Massacrati di botte da tre rapinatori, sequestrati in casa per 30 minuti

Anziani picchiari con una pala: "Erano bestie"

I resti della pala con cui sono stati picchiati i coniugi

Massacrati di botte. Picchiati con una pala di legno che alla fine si è spezzata sulla schiena di una delle vittime. Furie scatenate contro una coppia di coniugi in pensione, ora sotto choc, per quello che non hanno esitato a definire “il peggiore degli incubi”. Marito e moglie, 68 e 63 anni, parlano con il terrore ancora negli occhi, e i segni della violenta rapina subita sul corpo. Tutto è successo venerdì sera verso le 11.40, in una villetta lungo la provinciale ovest, ad Arquà Polesine. La donna era sul divano in salotto quando si è trovata davanti due uomini con il volto coperto: ha urlato dal terrore e uno dei malviventi le ha strappato prima la collanina d’oro dal collo e poi il cellulare dalle mani. Il marito, che da poco si era messo a letto, avendo sentito le urla è corso in salotto ma si è beccato subito un pugno in faccia da un terzo rapinatore che lo ha steso al suolo.

La moglie ha iniziato a gridare e per zittirla i rapinatori l’hanno riempita di botte: “Non so quante me ne hanno date - racconta con la voce tremante e il volto rigato dalle lacrime - Volevano i soldi. Erano delle bestie, uno in particolare mi ha colpito ovunque con un bastone. Ero a terra in una pozza di sangue e continuava a picchiare”. A questo punto, i tre hanno preso un giacchetto dall’appendiabiti e dopo aver fatto spostare la donna hanno pulito la pozza di sangue, forse per non lasciare nessuna traccia né impronta. Dopo aver trafugato in tutta la casa, in particolare nella camera da letto mettendo tutto a soqquadro, i rapinatori sono scappati. La coppia ha aspettato qualche minuto e poi il marito è corso in strada, cercando aiuto: “Ci avevano rubato i cellulari e non potevo chiamare nessuno - racconta - quindi sono uscito cercando di fermare qualche auto. La prima mi ha scansato, forse ha avuto paura perché sanguinavo, chissà cosa ha pensato. Poco dopo però, si è fermato un ragazzo che ha chiamato subito i carabinieri e l’ambulanza e che ringrazio ancora. Ero preoccupato per mia moglie, era piena di sangue e non sapevo cosa fare, le hanno spaccato una pala di legno sulla schiena”.

E chiedendo se ricordasse qualche particolare, spiega: “No, erano tutti con il volto coperto, uno era di colore perché portava dei pantaloni corti e si vedevano le gambe nere, ma nulla più. Siamo solo sconvolti, tutto per qualche gioiello e un centinaio di euro”. I rapinatori sono riusciti a entrare nell’abitazione dopo essersi creati un varco tra la rete di recinzione e la siepe affacciate sui campi, da dove poi, sono scappati dileguandosi nel nulla. All’arrivo dei soccorsi i due anziani sono stati trasportati in ospedale, e dimessi durante la notte. Lui ha graffi e lesioni al volto: “Non riesco neanche ad aprire bene la bocca, e mi fa male la parte dell’orecchio. Ad avere la peggio è stata mia moglie, è lei che hanno colpito ripetutamente, ed è terrorizzata”. La donna, infatti, ha riportato ematomi in testa, sul braccio, sulla schiena, alle gambe e una brutta contusione alla mano”. Adesso sono tornati nela loro casa, ma a preoccupare non sono le ferite sul corpo , che guariranno, ma quelle all’anima: ricordi che non si cancelleranno con tanta facilità. Una banda di balordi in azione, che ha gettato il Polesine nel terrore, che a quanto pare non risparmia violenza nei confronti delle vittime.

Lanciato l’allarme sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo della compagnia di Rovigo, della stazione di Castelmassa e la scientifica, che hanno avviato immediatamente delle indagini per risalire ai responsabili.

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