you reporter

Rovigo

Armati e spietati: l'identikit della gang che rapinava anziani

Sono ritenuti responsabili di trenta rapine

Nessuna pietà e un solo obiettivo: rubare soldi e gioielli. Una vera e propria banda di balordi. Quattro giovani tra i 25 e i 30 anni, tutti di origine marocchina e irregolari nel territorio nazionale, di cui tre pregiudicati. Sono loro i rapinatori che per alcune settimane hanno terrorizzato il Polesine, comprese le province di Padova, Mantova e Verona. Puntavano sempre a ville isolate, spesso con anziani che non potevano reagire, terrorizzandoli e picchiandoli se necessario. Colpi che duravano una manciata di minuti, a seguito dei quali i quattro riuscivano a dileguarsi nel nulla. Avevano base nel veronese, ed è li che sono stati stanati. Convinti di riuscire ad agire indisturbati nel triangolo di comuni compresi tra le varie province, hanno fatto razzie, ma alla fine hanno commesso degli errori. I quattro, infatti, non si erano accorti di essere ormai braccati dai carabinieri.

L’altra sera sono entrati in azione rapinando un’abitazione a Goito, nel mantovano, rompendo anche lo zigomo al proprietario dell’abitazione di 55 anni che aveva cercato di reagire. Ma raccolti i primi elementi, il personale del Nucleo investigativo di Rovigo comandato da Nicola di Gesare, del comando di Castelmassa e della compagnia di Legnago, è riuscito a individuare il veicolo, risultato rubato a inizio agosto, utilizzato dai malviventi per spostarsi, tracciandoli fino al loro rientro in due covi: quello dell’autista del mezzo a San Giovanni Lupatoto, e quello dei rimanenti tre membri della banda nella frazione di Begosso, nel Comune di Terrazzo.

Un vero e proprio blitz dei militari dei comandi provinciali di Rovigo e Verona, scattato all’alba di venerdì, che ha permesso di arrestare E.J.Z. del 1990, M.M. del 1987, O.S. del 1996, pregiudicati per reati contro il patrimonio, e O.I. del 1983.I quattro sono stati arrestati in flagranza per concorso in rapina pluriaggravata e resistenza a pubblico ufficiale, oltre a essere indagati per ricettazione. Immediatamente è scattata una perquisizione a seguito della quale è stata recuperare della refurtiva, rilevanti quantità di contanti, diversi preziosi e materiale di interesse investigativo attualmente al vaglio degli inquirenti.  Tutti, infatti, sono accusati della rapina commessa nel mantovano, ma per gli inquirenti sono responsabili di oltre trenta rapine messe a segno negli ultimi tempi, tra cui quelle in Polesine.

Nell’auto, infatti, sono stati trovati arnesi da scasso e piedi di porco, e il modus operandi della banda è identico a quello utilizzato da chi ha picchiato e rapinato gli anziani in provincia di Rovigo. Al vaglio degli inquirenti la refurtiva: oro e gioielli che le vittime potrebbero identificare come proprie a breve. Un brillante operazione congiunta dei carabinieri delle varie province, che in sinergia hanno operato al fine di riuscire a incastrare rapinatori spietati e senza scrupoli, che non avevano problemi a massacrare di botte anziani e donne pur di racimolare qualche spicciolo. “Raiders”, così è stata soprannominata l’operazione dagli inquirenti, che con questi arresti hanno messo la parola “fine” a un incubo.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl