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Adria

Le bellezze addormentate in Tv

Progetto culturale del ministero per valorizzare il patrimonio che si trova nei depositi

Le bellezze addormentate in Tv

Nella giornata in cui si celebra la “Notte bianca delle biblioteche” arriva il tanto atteso annuncio: il museo archeologico nazionale sarà su RaiStoria canale 54 lunedì prossimo 10 settembre alle 21,15 nel programma “Le bellezze addormentate”. L’iniziativa è portata avanti dalla direzione generale dei musei con l’obiettivo di costruire una rete condivisa delle opere presenti all'interno dei depositi dei musei italiani di creare percorsi di ricerca, conservazione e promozione del patrimonio culturale italiano all'estero.

La struttura di Adria rientra in una ristretta cerchia di musei a livello nazionale che si possono contare sulle dita di una mano e tra questi spicca la Pinacoteca di Brera.

Dunque, il progetto culturale voluto dal Ministero dei beni culturali, focalizza l’attenzione sull’immenso patrimonio archeologico che si trova nei depositi, a disposizione solo degli studiosi, dove i visitatori non possono accedere tranne in qualche rara quanto eccezionale circostanza. Ad Adria è avvenuto l’anno scorso, in settembre, in occasione delle Giornate europee del patrimonio.

La troupe Rai è stata nella città etrusca in maggio ed è stata accompagnata dalla direttrice Alberta Facchi; quindi hanno partecipato alle riprese un tecnico specializzato del museo, Sara Finotti archeologa volontaria mentre svolgeva servizio civile, Stefano Buson capo restauratore Mibact per il Veneto; regia di Marzia Marzolla, sceneggiatura di Massimiliano Griner. Questi ultimi due sono stati protagonisti anche del documentario “La fortuna degli Etruschi” entrato nella cinquina dei candidati al premio Globi d'oro 2018 per il miglior documentario.

Nei giorni delle riprese è avvenuta in via Badini un’importante scoperta. “Durante la registrazione del programma televisivo – ricorda la direttrice Alberta Facchi, che rivive la particolare emozione di quel giorno - è stato scoperto, in modo avventuroso, che un bellissimo vaso ossuario di età romana in vetro, appartenente alla collezione di Francesco Antonio Bocchi dal 1872, non era mai stato indagato nel suo contenuto: da 150 anni era in museo, sotto gli occhi di tutti, eppure conservava ancora il suo segreto. Così sono saltati fuori: una moneta di bronzo con la quale si doveva pagare il mitico traghetto delle anime guidato da Caronte, uno spillone in osso lavorato che adornava i capelli, una preziosa minuscola gemma lavorata, un castone di anello in corniola, che simbolo di fortuna e potere, una doppia cornucopia con un globo orbis terracqueo”.

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