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Rovigo

Fiera d’ottobre ancora in alto mare

Il presidente di Cofipo: “Con queste tempistiche riusciremo a cambiare pochi posteggi”

Fiera d’ottobre ancora in alto mare

Il presidente di Cofipo: “Con queste tempistiche riusciremo a cambiare pochi posteggi”

La manifestazione d’interesse è ripartita da zero. Ma dagli uffici bandi e appalti di Palazzo Nodari è anche partito un formulario di 40 pagine da compilare entro il 18 settembre, che gli operatori economici interessati dovranno riempire dettagliatamente per fugare ogni dubbio in fatto di antiriciclaggio, antimafia, safety e security.

Non finisce più la trafila burocratica montata praticamente un mese e mezzo prima dell’evento degli eventi di Rovigo, l’Ottobre rodigino.

Anche i più pazienti ed esperti organizzatori giurano che si tratta di un formulario enorme, a cui bisogna rispondere analizzando e andando a spulciare, tra carte e bilanci.

Si tratta del formulario europeo una sorta di quizzone che tocca la programmazione di un ente, la prevenzione e altre prescrizioni che dimostrano che quell’ente è in grado di partecipare alla fiera.

Una corsa ad ostacoli, insomma. Dopo che il 18 scadranno le manifestazioni di interesse, il Comune avrà tempo per scegliere a chi affidare la Fiera d’Ottobre.

“Fino allo scorso anno rispondevamo al bando e i bandi erano formulati in maniera diversa. Ora sono entrate in vigore nuove norme prodotte da antiriciclaggio e antimafia - spiega Giancarlo Zanellato, presidente di Cofipo, ente che ha sempre organizzato l’evento - e che solo adesso spuntano fuori”. A praticamente un mese dal taglio del nastro effettivamente è chiedere troppo anche alla più rodata delle organizzazioni.

Sorride amaramente Zanella che non perde pazienza e speranze: “Il Comune dopo il 18 risponderà con i suoi tempi. Ovviamente noi non siamo in grado come Cofipo dal 20 settembre in poi di modificare alcunché. Se parliamo di due-cinque posteggi, ok, ma 300 certamente no. Riusciamo a garantire lo status quo, non una rivoluzione della Fiera d’Ottobre”.

Ecco la fine che ha fatto al “rivoluzione d’Ottobre” annunciata qualche mese fa dall’assessore al Commercio e agli eventi Luigi Paulon.

Il progetto prevede un’inversione a “U” per le circa 300 bancarelle che compongono il mercato fieristico. Gli stand dunque, dove è possibile, saranno posizionati al centro delle strade, in modo da non oscurare le vetrine dei negozi della città, mentre i visitatori circoleranno lungo due corridoi ai bordi ai lati delle vie.

Un’ipotesi che, oltre a suscitare diversi dubbi sotto l’aspetto della sicurezza, fa storcere il naso anche agli stessi ambulanti.

Ed è anche per questo che, alla fine, tutto resterà così com’era fino allo scorso anno: le possibilità che la “rivoluzione” partorita da Paulon veda la luce sono davvero bassissime.

Anche perché, per mettere in atto tutti questi cambiamenti c’è bisogno di tempo, e la scadenza è sempre più vicina.

Nelle scorse edizioni gli organizzatori per allestire il tutto ci impiegavano circa tre mesi. Quest’anno, invece, ad un mese e mezzo dal via i lavori devono ancora incominciare. E allora, impossibile pensare a cambiamenti.

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