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Villadose

Il Comitato Terre Nostre vuole chiarezza

Gli ambientalisti: “Apprendiamo che i sospetti di inquinamento erano fondati”

Il Comitato Terre Nostre vuole chiarezza

Vibrante protesta da parte degli iscritti al Comitato Terre nostre di Villadose contro l’impianto della Fresenius Kabi Ipsum srl. “Nell’attesa che il sindaco di Villadose mantenga la parola data a luglio a Pezzoli, davanti ad un’agguerrita platea di cittadini, ossia che convochi entro settembre un’assemblea pubblica anche nel suo comune al fine di spiegare cosa sta succedendo da almeno un paio d’anni in zona industriale - commentano - apprendiamo che i nostri sospetti erano più che fondati”. Il riferimento è ai presunti problemi di inquinamento sia nelle acque irrigue che nell’aria.

Per mesi abbiamo dovuto sopportare di venir letteralmente screditati da parte di alcuni amministratori comunali di Villadose i quali non perdevano occasione di dire che noi cittadini creavamo inutili allarmismi - proseguono - forse questi amministratori pensano ancora che si possa barattare la salute di un intero territorio con qualche festa in paese. Nulla contro chi si impegna per far vivere una comunità, ma anche chi chiede che venga rispettato l’ambiente in cui viviamo e tutelata la salute umana fa un grande lavoro per la società e va rispettato, non deriso sui social network in cerca di qualche facile consenso, diffondendo la bugia secondo la quale noi del comitato Terre Nostre di Villadose saremmo addirittura contro il lavoro”.

“Esistono regole precise, ed esistono i principi di precauzione e prevenzione, che per una pubblica amministrazione dovrebbero essere il faro che illumina tutte le scelte che compie in campo ambientale - aggiungono - ogni azienda che decide di investire deve farlo nel massimo rispetto di quel territorio e di chi in quel territorio vive. I provvedimenti della Provincia di Rovigo sono chiari e dicono una cosa precisa: c’è un’azienda, la Fresenius Kabi Ipsum srl, leader mondiale della farmaceutica, che non sta rispettando i limiti di inquinamento imposti all’interno del provvedimento di Autorizzazione integrata ambientale”. “Ora ci chiediamo, con sempre maggior preoccupazione: perché durante la riunione pubblica del 12 luglio a Pezzoli tutti gli enti si sono spesi per rassicurare e dire quanto tale azienda fosse ‘brava e stesse collaborando’? - si chiedono - a noi cittadini non interessa questo: essere bravi non significa non rispettare le regole e, se poi beccati in flagrante, cercare di rimediare”.

“Tali sostanze si diffondono ovunque e aggravano una situazione dell’aria già tra le peggiori al mondo - rilevano - noi del Comitato Terre Nostre chiediamo la chiusura di tale inceneritore. E chiediamo che la Provincia, che con una terza diffida sembra stia finalmente arrivando a capire quale sia l’origine dell’inquinamento di quest’area, revochi in autotutela il provvedimento emesso in data 13 luglio 2018 di modifica non sostanziale dell’Aia concessa proprio a Fresenius Kabi Ipsum srl per ampliare la sua produzione all’interno del tanto lodato stabilimento di ricerca”. “Dall’Ente provinciale esigiamo la massima cautela e rispetto, in primis, del bene pubblico, prima che degli interessi privati. E dal sindaco di Villadose attendiamo la convocazione dell’assemblea pubblica per aggiornamenti, assieme ad Arpav, Asl e Provincia” concludono. “Ricordiamo inoltre che è passato un anno dalla raccolta firme per un tavolo ambientale, e nulla si è mosso: in questo modo il sindaco riconosce la dignità di mille abitanti di Villadose che hanno firmato?” chiosano.

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