VOCE
L’anniversario
21.09.2018 - 20:20
A quattro anni dalla tragedia il ricordo non si ferma. I morti della Coimpo sono ancora e sempre nel cuore di tutta la comunità adriese e polesana ed oggi l’immane tragedia del 22 settembre 2014 verrà ricordata con una messa, alle 19, nella chiesa di Ca’ Emo. Una cerimonia per ricordare il sacrificio sul lavoro di Nicolò Bellato, Marco Berti, Giuseppe Baldan e Paolo Valesella. Un evento che ancora non ha esaurito i suoi cascami giudiziari. Ma oggi è il giorno del ricordo, del ripensare alla necessità di aumentare la sicurezza su tutti i luoghi di lavoro e dello stringersi attorno alle famiglie delle quattro vittime. Vittime del lavoro, come recita la targa nel piazzale del paese a loro intitolata.
Quello che avvenne quel giorno è stato immortalato nella mente di tutti gli adriesi e nelle immagini del circuito interno di videosorveglianza. La sequenza di quello che avvenne a Ca’ Emo inizia alle 9.30 di quel giorno, quando l’autocisterna che trasportava acido solforico, guidata da Giuseppe Baldan, versa gli acidi nella vasca di 30 metri per 40; l’impatto tra liquami e acidi sviluppa una nube tossica che uccide in poco tempo il camionista. Secondo questa ricostruzione, nel frattempo dagli uffici amministrativi Nicolò Bellato, il ragioniere, e Marco Berti, l’operaio specializzato, si accorgono dalle telecamere del dramma che si stava consumando e accorrono con un pick up incontro al camion per soccorrere il collega. Qui trovano la morte entrambi, in pochi istanti. Dopo tre ore dall’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri viene trovato l’ultimo dei dipendenti coinvolti nella tragedia: Paolo Valesella, il 53enne tuttofare dell’azienda.
La tragedia portò al sequestro della ditta e, a seguito di vari summit in prefettura, ad un giro di vite per una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro.
Intanto dalla Toscana arrivano nuovi sviluppi per l’inchiesta legata ai fanghi sversati su terreni agricoli, un filone d’inchiesta che dopo la chiusura delle indagini ha visto la procura formulare la richiesta di rinvio a giudizio. I responsabili della Coimpo risultano indagati per il filone toscano dell’inchiesta per lo sversamento di fanghi nei campi. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Firenze, la Coimpo sarebbe una delle aziende responsabili degli sversamenti di rifiuti nelle campagne tra Firenze, Pisa e Lucca.
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