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Casa di risposo, Passadore rimprovera Barbierato

L’appunto: “Eventuali disservizi si segnalano nei modi previsti dal regolamento interno”

Casa di risposo, Passadore rimprovera Barbierato

Dopo settimane di silenzio si fa sentire Sandra Passadore, presidente del cda della Casa di riposo, con una lettera aperta, a nome di tutti i vertici, agli ospiti e ai familiari. “Nei giorni scorsi – scrive - abbiamo avuto modo di ascoltare voci, apparse anche sulla stampa, di denuncia della riduzione di alcuni servizi nel Centro servizi anziani. Riteniamo opportuno proporre all'attenzione di tutti alcune riflessioni. Da circa un anno e mezzo – spiega Passadore - il personale dell’ente ha dichiarato lo ‘stato di agitazione’, lamentando una riduzione delle unità in servizio. In realtà il Csa garantisce a tutt’oggi, personale con qualifica di operatore socio-sanitario e di infermiere in misura ben maggiore a quanto previsto dagli standard richiesti dalla Regione e in genere in misura superiore a quanto offerto da altre strutture che esercitano attività assistenziale sociosanitaria ad anziani non autosufficienti nel territorio polesano”.

E ancora: “Il cda di riviera Sant’Andrea ha mantenuto quanto più volte annunciato, ossia non ha effettuato scelte, pure legittime, di esternalizzazione dei servizi di assistenza di base e infermieristica, così ha garantito ai propri dipendenti un contratto di lavoro più remunerativo rispetto a quanto percepito da analoghe figure impegnate nelle medesime attività in ambito privatistico come cooperative o privato for profit. Tutto questo – sottolinea - è stato ottenuto senza incidere sulle rette di ospitalità che le famiglie sono chiamate a pagare, cioè senza aumentare la retta, ma rivisitando alcuni aspetti dell’organizzazione dei servizi, conservando gli impegni assunti in termini assistenziali”.

Secondo la presidente “è sempre possibile migliorare, aggiungere servizi e personale; occorre essere consapevoli che l'aumento di servizi e personale comporta un costo che necessariamente si ripercuote sulle rette e quindi nelle tasche di quanti risiedono nel Csa: operazioni che il cda non intende allo stato perseguire, ma punta piuttosto a rivisitare le modalità del lavoro di organizzazione dei servizi, mantenendone il livello qualitativo fissato e conosciuto”.

E a questo punto rimprovera severamente quanti, soprattutto i familiari, si fanno portavoce di qualche criticità, ma nelle parole della presidente traspare anche un richiamo all’amministrazione comunale, che spalleggia tali comportamenti. “Il cda e la direzione invitano a segnalare eventuali disservizi nei modi previsti dai regolamenti interni dall’ente agli uffici preposti - incalza Passadore - con note scritte o verbali così che possano essere prese in carico senza ritardo. Non sono invece contemplate modalità di segnalazione generica, in forme assembleari prive di legittimità a termini dei regolamenti del Csa, che da una parte rischiano di diffondere informazioni infondate e dall’altra di screditare l’immagine sociale e professionale dell’ente e di quanti lavorano nella struttura”. Conclude Passadore: “Era necessario fare chiarezza e ribadire che l'istituto pubblico Csa, con la propria organizzazione professionale, rimane aperto ad accogliere qualsiasi osservazione da parte di ospiti e loro familiari per migliorare il servizio offerto”.

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