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ROSOLINA

“I conflitti di interesse li ha Vitale”

Il consigliere Pako Massaro attacca il sindaco: “Il 7 agosto ho evitato loro una brutta figura, giovedì scorso ha presentato una variante per la sua famiglia”

“I conflitti di interesse li ha Vitale”

Pako Massaro

“Non è mio stile prendermela con chi non ha le capacità di difendersi, non mi metterei mai a litigare con un irresponsabile perché non avrebbe senso, a meno che questi non mi provocasse pesantemente: ecco questo è il comportamento del sindaco Vitale, una persona che vorrebbe sapere senza nemmeno informarsi”.

Sono dure le parole di Pako Massaro, consigliere comunale di minoranza della Lega Nord, nei confronti del sindaco Vitale, dopo il consiglio di giovedì scorso sull’adozione del Piano degli interventi. “Il 7 agosto la maggioranza ‘vitaliana’ ha portato in consiglio comunale, senza confrontarsi con nessuno, uno dei più importanti atti di sviluppo per la città di Rosolina, ossia le varianti al Piano degli interventi, atti che modificano il territorio - premette Massaro - subito ho chiesto la sospensione del consiglio per fare presente alla maggioranza che il documento portato non poteva essere votato perché erano loro stessi incompatibili per interessi personali. Le varianti sono state sospese e rinviate al consiglio comunale successivo, perché la maggioranza aveva troppi interessi”.

Al consiglio comunale di giovedì scorso, con oltre un mese di tempo, il vicesindaco ha suddiviso le varianti in tre parti per fare il gioco delle tre carte, ma nemmeno questa furberia è riuscita bene, infatti è stata subito chiesta una sospensione dal presidente del consiglio, tutti i consiglieri sono usciti dall’aula perché il sindaco non sapeva ancora chi potesse votare cosa” la ricostruzione di Massaro.

“Come avevo già dichiarato via mail al sindaco, io come altri non potevo votare perché una pratica era intestata a mio padre e sono amministratore e consulente di società che avevano presentato varianti - sottolinea il consigliere del Carroccio - il sindaco ha spinto molto sulla variante e ha visto uno ‘sgarbo’ la mia uscita legittima e deontologica perché lui aveva, anche questa volta, interessi diretti, infatti una delle società che ha presentato varianti ha una composizione molto vicina a quella che gestisce il cimitero, visto che un socio è ancora la Sep, società per la quale nel 2006 il sindaco ha donato le quote al fratello per 1,3 miloni di euro, e gli altri sono famigliari o ex collaboratori o ex soci. Ecco questa società ha chiesto una variante per 38mila metri di cubatura, per trasformare orti in capannoni”.

“Come detto in premessa non me la prendo mai con chi non può arrivarci ma stavolta, credo, farò un esposto alle autorità competenti per capire se fare gli affari propri e della propria famiglia, ricoprendo la carica di sindaco è previsto dalla legge - conclude Massaro - come tutti sanno gli interessi personali del sindaco stanno riaffiorando tutti a partire dal ricorso per la sua incompatibilità a fare il sindaco perché la società del fratello gestisce il cimitero, per la quale si sta difendendo con tre avvocati”.

“Ritornando alla variante, il 7 agosto ho praticamente aiutato la maggioranza a non fare una brutta figura spiegando che dovevano trovare una soluzione perché così non si sarebbe mai potuto votarla, ma purtroppo non hanno capito - chiosa Massaro - dal punto di vista economico per il gettone presenza, io nel 2017 ho incassato 94 euro, il sindaco percepisce intorno ai 2mila euro mese e a fine mandato intorno ai 10mila euro, per un totale di circa 130mila euro: Vitale costa caro”.

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