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Badia Polesine

Restauro museo: l’architetto lascia

Il Comune ha reso nota la risoluzione anticipata del contratto di Alessandro Sargiacomo

Restauro museo: l’architetto lascia

Ancora novità dal fronte del restauro del museo civico di piazza Grani, dedicato ad Antonio Baruffaldi. In questi giorni, gli uffici di piazza Vittorio Emanuele II hanno reso nota una determina, nella quale si prende atto della risoluzione anticipata del contratto dell’architetto Alessandro Sargiacomo, incaricato della direzione architettonica ed impiantistica dei lavori, della contabilità e del certificato di corretta esecuzione dei lavori, relativi al progetto di “Valorizzazione, conservazione e restauro del museo civico A. E. Baruffaldi”.

La decisione di interrompere il proprio incarico è stata fatta pervenire lo scorso 21 settembre, in seguito alla quale il Comune ha considerato il contratto risolto a tutti gli effetti. L’architetto aveva collaborato con l’ufficio Lavori Pubblici dell’Ente, e con l’architetto Michele Fioravanti per la redazione del progetto preliminare e definitivo dei lavori per un ammontare di 830mila euro, che risale a dicembre del 2014. Ad aprile 2017 era stato invece affidato a Sargiacomo l’incarico per la redazione del progetto preliminare e definitivo per richiesta del contributo, le prime indicazioni per la fase di progettazione esecutiva, il progetto di allestimento museografico, il progetto esecutivo architettonico, pratiche per vari enti, oltre al progetto esecutivo impiantistico, la direzione lavori architettonica, impiantistica, contabilità e certificato di regolare esecuzione dei lavori.

L’incarico conferito ad aprile 2017 prevedeva un compenso totale di 40.062,36 euro. Come recita l’atto comunale, al professionista era stato liquidato un acconto complessivo di 27.913,60 euro. Ora, vista la risoluzione anticipata del contratto, i 12.148,76 euro di differenza saranno rimessi a disposizione nello stanziamento per “ulteriori necessità ed impegni”. Da fine aprile, l’intervento di recupero e restauro del museo e della sua facciata è in fase di blocco a causa della fragilità della struttura dell’edificio, risultata più debole del previsto. A fine giugno, invece, è stato incaricato lo studio New Engineering di Trento per la redazione del progetto strutturale di consolidamento, la verifica della vulnerabilità sismica dell’edificio strategico/rilevante e la direzione operativa delle opere strutturali.

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