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Inquinamento

Anche Adria vuole fermare le auto

In sindaco pronto a scrivere alla Regione per ottenere le autorizzazioni al blocco del traffico. Badia: “Stop ai mezzi pesanti sulle riviere”. Occhiobello: “Solo un palliativo, non serve a niente”.

Anche Adria vuole fermare le auto

Rovigo non è sola. Ma potrebbe trovare un alleato nella seconda città del Polesine. Adria, infatti, pensa ad un blocco del traffico. Ma, per il momento, non ha certezze. Perché prima di deliberare, la giunta civica guidata da Omar Barbierato vuole avere l’ok dalla Regione.

“Faremo richiesta, e la faremo celermente. Poi l’eventuale applicazione dipenderà dai tempi di risposta della Regione”, dice il primo cittadino. Intanto, tutto il resto del Polesine resta a guardare. E scuote il capo: di stop alle auto, da Melara a Porto Tolle, da Badia a Occhiobello, nessuno ne vuole nemmeno sentir parlare.

Ad Occhiobello - spiega il sindaco Daniele Chiarioni - “non ci siamo mai posti il problema del blocco del traffico. Certo, il problema esiste ma non siamo certo noi che possiamo pensare di arginarlo. Non è Occhiobello che cambia la situazione, ma non è neanche la vicina Ferrara, che pure ha emanato l’ordinanza di blocco delle vetture più inquinanti. La verità è che prima di pensare a fermare le auto bisognerebbe costruire un trasporto pubblico locale efficiente e moderno. Perché se anche gli autobus sono vecchi e inquinanti, non abbiamo risolto niente...”.

Il sindaco di Badia Giovanni Rossi, invece, si dice “solidale con i sindaci obbligati ad emanare ordinanze di blocco della circolazione da norme superiori”. Badia, però, non ha intenzione di fermare le auto più inquinanti, ma si limiterà soltanto - e lo farà a giorni, assicura il primo cittadino - a imporre “il divieto assoluto di circolazione per i mezzi pesanti sulle riviere”, ovvero nel pieno centro della città.

Un provvedimento che sarà assunto per motivi di sicurezza e di viabilità, ma anche per cercare di porre un freno all’inquinamento. “Poi - aggiunge - credo che tutti dovrebbero fare uno sforzo. Trovo inconcepibile che tutti in tasca abbiano un cellulare da diverse centinaia di euro, per non dire migliaia, ma girino ancora con vetture vetuste e altamente inquinanti. Lo trovo irresponsabile, anche pensando alle conseguenze sulla salute pubblica”.

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