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Adria

Il vescovo ignora Barbierato

Un piccolo “incidente” alla solenne cerimonia con il patriarca Moraglia. La città si ritrova isolata: nessun sindaco polesano, né rappresentante di Provincia e Regione.

Larga partecipazione di fedeli, ieri sera, in Cattedrale, alla solenne apertura delle Feste quinquennali della Beta Vergine del Rosario con la messa presieduta dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia, quindi il vescovo Pierantonio Pavanello, l’arciprete Antonio Donà, il vicario generale della diocesi Damiano Furini, il capitolo della Cattedrale, i sacerdoti della città e delle parrocchie limitrofe.

La civica amministrazione era rappresentata dal sindaco Omar Barbierato con il presidente del consiglio comunale Francesco Bisco, accanto ai consiglieri Simone Donà e Oriana Trombin, in seconda fila l’ex sindaco Massimo Barbujani. Quindi, i rappresentanti delle forze dell’ordine con carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Presente anche una delegazione dei Templari estensi guidata dal gran maestro di Rovigo Giovanni Papuzzi, quindi i diversi ordini di religiose e religiosi cittadini e le associazioni ecclesiali, particolarmente numerosa la presenza degli scout di tutte le età.

Tuttavia, mai come in questa occasione si è vista la comunità adriese completamente isolata dal momento che non era presente nessun sindaco dei 45 comuni della diocesi, così pure nessun rappresentante della Provincia e della Regione per una celebrazione che va ben oltre i confini parrocchiali e cittadini.

Un’assenza che potrebbe aver amareggiato il vescovo Pierantonio visto che, al termine del rito liturgico, è passato davanti al sindaco tirando dritto, poi è tornato sui suoi passi dopo aver visto che il patriarca si era fermato a salutare le autorità civili e militari. Nell’omelia il patriarca ha sottolineato la forte devozione mariana della comunità che da secoli è nota come “antica città di Maria”.

Così ha ricordato che “già nel 1573 in questa Cattedrale era stata istituita la scuola del Santo Rosario composta di 15 confratelli, come 15 erano i misteri del rosario, poi nel 2002 papa Giovanni Paolo II ha aggiunto i misteri della luce”. Ed ha concluso con un forte appello: “Nel mese di ottobre la chiesa dedica particolare attenzione alla preghiera del rosario: riscopriamone il valore, riprendiamone la recita personale ma soprattutto comunitaria e in famiglia”.

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