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Traffico

Lo smog? "Problema che non esiste"

Dalla Regione via libera alla revoca: “L’inquinamento è in calo”. Nessuna nuova ordinanza all'orizzonte.

Lo smog? "Problema che non esiste"

La Regione dà via libera: Rovigo toglie i blocchi del traffico? “Fa bene, e comunque non è un problema nostro”. E allora, da oggi (anzi, in realtà da ieri) si può tornare a scorrazzare liberamente, in tutte le strade della città, con qualunque veicolo, a prescindere dal carburante usato, dall’anno di immatricolazione e dal rispetto delle normative “Euro”.

Rovigo, insomma, si smarca (ed è in questo senso l’unico capoluogo di provincia ad aver preso una decisione simile) dall’accordo interregionale che prevede limitazioni per i veicoli più inquinanti (in particolare quelli alimentati a diesel) in tutta la Pianura Padana, dal Piemonte al Veneto passando per Lombardia ed Emilia Romagna.

Linee guida, però, che non sono da intendersi come obblighi vincolanti, ma quanto piuttosto come “suggerimenti”, conferma l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, che detiene la delega alla tutela del suolo e dell’aria.

“Si tratta - spiega - di linee guida non cogenti, che possono anche non essere applicate. Se il sindaco di Rovigo ha deciso di revocare l’ordinanza si vede che non la ritiene necessaria. E’ la legge a dargli questo potere: la competenza, sulla materia, è soltanto del sindaco. Ogni responsabilità e ogni onere è soltanto in capo a lui”.

Quindi, se Bergamin ha deciso di revocare l’ordinanza antismog (e l’assessore Andrea Bimbatti in questo senso conferma che non sarà fatta nessuna nuova ordinanza) la Regione non può fare niente per fargli fare marcia indietro: “Ce lo deve soltanto comunicare, ma noi non abbiamo nessun titolo per intervenire”, conferma Bottacin. E pazienza se i dati sull’inquinamento dicono che anche quest’anno Rovigo sforerà i livelli massimi di Pm10 previsti dalla legge. “I dati - secondo Bottacin - sono positivi. Anni fa il numero di sforamenti annui superava quota 100. Adesso Rovigo viaggia tra su numeri decisamente ridotti. La situazione delle Pm10 è notevolmente migliorata: abbiamo registrato un calo del 40% nel giro di 10 anni, e questo grazie anche al piano dell’aria voluto dalla Regione Veneto: su 73 misure previste ne abbiamo già attivate 64-65, investendo 300 milioni di euro soltanto negli ultimi tre anni”.

Insomma, sta andando tutto bene. “E se Rovigo decide di non adeguarsi al blocco del traffico non è un nostro problema - si vede conclude Bottacin - che in città non c’è questo problema. Vale la pena ricordare poi che le automobili incidono solo in maniera minoritaria sull’inquinamento”. “Ad inquinare - gli fa eco il collega Cristiano Corazzari, assessore al territorio della giunta Zaia - sono gli impianti di riscaldamento domestici e le industrie, più che le auto. Il blocco del traffico - aggiunge - è una misura sbagliata e che non serve a niente. E allora capisco la decisione di Bergamin di annullarlo”.

Per Corazzari si tratta infatti di “una legge assurda. Non si possono obbligare le persone a cambiare auto: questo provvedimento va a colpire le fasce più deboli della popolazione, quelle con i redditi più bassi che, se non hanno cambiato l’auto dal 2006 in qua, è perché non ne hanno avuto la possibilità. E poi, che succede se blocchiamo il traffico? Che chi deve andare a lavorare lo fa con autobus magari vecchissimi e ancora più inquinanti delle auto; mentre gli stessi vigili urbani che devono controllare il rispetto dell’ordinanza sono costretti a girare su automobili Euro 1 o Euro 2. E allora, di cosa stiamo parlando?”.

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