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Massaro: “Vitale, un’altra causa persa”

Il consigliere della Lega Nord: “Il sindaco non ha voluto riconoscergli l’incentivo per la ciclabile perché non ha collaborato nel cimitero”

Massaro: “Vitale, un’altra causa persa”

Non lascia tregua al sindaco Franco Vitale, il consigliere di minoranza della Lega Nord Pako Massaro, che tira fuori un altro episodio in cui è coinvolto il primo cittadino. “Ennesima batosta giudiziaria per Vitale - le sue parole - un altro dipendente comunale che, come un architetto in precedenza, si è rivolto al giudice del lavoro ha ottenuto la vittoria nel processo sia nel merito che nelle spese, con sentenza definitiva”.

“La vicenda - spiega Massaro - è di qualche tempo fa, ma l’abbiamo scoperta da poco. Un funzionario amministrativo, all’epoca dei fatti ai Lavori pubblici, aveva seguito l’asfaltatura e la costruzione della pista ciclabile in via Aldo Moro. Si trattava di incarichi extra e secondo il regolamento doveva ricevere 650 euro di incentivi progettazione. Purtroppo, una volta concluse le opere, il sindaco ha pensato bene di andare a tagliare il nastro dimenticandosi di chi aveva lavorato”.

Il dipendente ha provato a reclamare e poi ha anche protocollato una diffida, ma non gli hanno nemmeno risposto - aggiunge Massaro - allora è stato costretto a fare ricorso in Tribunale e il sindaco Vitale per resistere ha dato l’incarico a ben tre avvocati veneziani, pagati con i soldi dei cittadini di Rosolina. Non solo, ma Vitale aveva talmente tanta fretta di andare a processo, che ha firmato il mandato ai tre avvocati senza nemmeno avere l’autorizzazione, tanto che la delibera di giunta che lo autorizzava, è stata fatta la settimana dopo”.

“Quando è iniziata la causa, il funzionario ha portato le prove del suo lavoro riguardo via Aldo Moro, prove innegabili, visto che c’era il suo nome sugli atti amministrativi senza i quali oggi non avremmo la pista ciclabile e l’asfalto - aggiunge il consigliere del Carroccio - nella memoria difensiva si legge testualmente che il dipendente ‘costituisce un vero problema per l’amministrazione comunale’, perché si era opposto a lavorare, nel suo orario di dipendente pubblico, a beneficio della società di project financing che gestisce il cimitero di Rosolina”.

Massaro ricorda come “la società del cimitero è posseduta al 49% dal fratello del sindaco, tramite una ditta donatagli dal sindaco stesso”. “Il giudice ha condannato il comune su tutta la linea, nel merito e anche alle spese con sentenza definitiva - conclude Massaro - quindi ha dovuto liquidare 650 euro al dipendente oltre ai soldi degli avvocati, soldi che sono a carico dei cittadini di Rosolina, visto che l'ente finora non ha esercitato la rivalsa verso il sindaco o altri colpevoli, ma ha semplicemente archiviato tutto come l’ennesimo debito fuori bilancio”.

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