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Trecenta

Sette ore al Pronto Soccorso per niente

La paziente: “Non c’era alcun codice rosso, sono rimasta nella carrozzina ad attendere invano”

Sette ore al Pronto Soccorso per niente

Più che di pronto soccorso, si potrebbe parlare di lento soccorso. Dopo sette ore di attesa decide di andare a casa e di ricorrere alle cure di un altro ospedale. Era arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale “San Luca” di Trecenta, aveva fatto l’accettazione attorno a mezzogiorno e mezzo. Si tratta di una donna di Lusia che durante il lavoro come operaia agricola era rimasta con schiena e gambe bloccate, con un forte dolore. Ma stanca di attendere che la visitassero, afferma di aver lasciato la struttura sanitaria alle 19.30, dopo ben sette ore di attesa, proprio perché nessuno ha provveduto a visitarla.

Mi hanno accompagnato al Pronto soccorso perché ovviamente non riuscivo a guidare e non stavo in piedi dal dolore - racconta - dopo aver provveduto all'accettazione e ad avermi dato il codice bianco, sono stata fatta accomodare su una carrozzina e li sono rimasta per tutto il pomeriggio senza che nessun medico mi visitasse.

Assieme a me c’erano altre persone che attendevano addirittura dalle nove del mattino, per questo mi sentivo quasi fortunata – afferma la signora – ma ad un certo punto, il dolore cominciava ad aumentare e ho perso a pazienza, decidendo di farmi venire a prendere e di andare a farmi visitare da un’altra parte”.

E’ inammissibile – conclude – non ci sono state urgenze o incidenti per cui mi sarebbe sembrato anche logico attendere così tanto e mi è sembrato davvero assurdo aspettare senza che nessuno si degnasse di visitarmi. Da quando sono entrata io nessun codice rosso, quando poi alle 19.30 ho chiesto ad un infermiere se sapevano dirmi all'incirca quanto ci sarebbe stato ancora da aspettare, non hanno saputo rispondermi. Così come non sono riusciti a dirmi se, qualora ce ne fosse stato bisogno, era ancora possibile che qualcuno mi facesse le radiografie”.

Cosa rimanevo li a fare? - conclude la signora - ad aspettare ancora qualche ora per sentirmi dire magari di tornare il giorno dopo per i raggi? Tutto questo non ha proprio alcun senso”. Una storia, purtroppo già sentita che lascia pensare che qualcosa nella struttura sanitaria altopolesana, si possa ancora migliorare.

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commenti 1
  • adriano tolomio

    18 Ottobre 2018 - 10:10

    Spero che la signora sia stata avvisata che, avendo lei lasciato la struttura di sua volontà, le faranno pagare il ticket del Pronto Soccorso.

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