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Il caso

Pesca, trema l’economia del Polesine

La bozza parla di limiti da Porto Tolle a Porto Levante. Faccioli: “Sarebbe un dramma”

Pesca, trema l’economia del Polesine

Stop alla pesca in mare da Porto Levante al confine con l’Emilia. Niente raccolta di vongole di mare nelle acque del delta, stop al pesce azzurro, sogliole, canocchie fino a 12 miglia dalla costa. Uno scenario che getterebbe in ginocchio l’intero settore della pesca polesano, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e l’economia di un territorio. Certo si tratta dello scenario peggiore che potrebbe capitare al Polesine dall’eventuale dichiarazione di Area marina protetta, ma è quello che settore ittico, istituzioni e politici polesani e veneti stanno cercando di scongiurare.

L’allarme La disposizione del ministero dell’Ambiente, che recepisce una direttiva europea, di istituire un’Area marina protetta in Alto Adriatico, per tutelare tartarughe caretta caretta e delfini, rischia di creare forti danni al sistema pesca del Polesine. Limitare in modo consistente la pesca darebbe un colpo di grazia ad un territorio in cui il settore ittico è più che trainante.

I rischi Bastano pochi numeri per far capire quanto pesca e Basso Polesine siano quasi la stessa cosa. Il Distretto ittico polesano-chioggiotto, infatti, produce un fatturato annuo di circa 850 milioni di euro, impiegando circa 8 mila addetti con 3mila imprese. Solo in Polesine questi addetti sono 5mila, per un fatturato di 500milioni di euro (comprendente pesca in mare e molluschicoltura). Ed è lo stesso Distretto ittico che fa sapere che “limitare la pesca metterebbe in ginocchio migliaia di imprese e lavoratori. Ci rivolgiamo alle istituzioni per tener conto di questi fattori”. Anche perché l’ambiente di un determinato territorio non può non considerare l’uomo e le attività umana collegati. A rischiare sono le imprese di pesca, percherecci e pescatori e tutte le aziende che si occupano di trasformazione. Un indotto che regge un territorio.

Il Distretto Ecco allora che istituzioni e i vertici del distretto stesso si stanno muovendo, il cda ha già affrontato la problematica, nei giorni scorsi c’è stata l’interlocuzione col sottosegretario alla pesca e nei prossimi giorni verrà prodotto un documento per spiegare i rischi da evitare.

L’area E che il pericolo sia imminente lo dimostra il fatto che il ministero dell’ambiente ha già prodotto alcune ipotesi di definizione dell’Area protetta, la più recente riguarda proprio il Polesine e prevede un’area di 300 chilometri quadrati dalla costa a 12 miglia da sud di Porto Levante fino al confine con l’Emilia. E poi altri 300 chilometri quadrati dal confine all’area antistante Comacchio e Goro in Emilia. Praticamente lo specchio d’acqua antistante il delta. Uno scenario in grado di far tremare gran parte della flotta di pescherecci polesani (un centinaio) dove il grosso (una settantina) viene da Pila. Se questo perimetro fosse confermato, e lo sarà solo con specifiche indicazioni ministeriali, ecco allora per l’economia di mezzo Polesine saranno guai seri.

Timori “Siamo molto preoccupati - spiega Alessandro Faccioli, di Coldiretti pesca e componente del cda del distretto ittico - perché i rischi per il settore sono enormi. Per il Polesine l’intera flotta andrebbe in gravi difficoltà. Una flotta, che assieme Chioggia è forse la prima in Italia ed è anche giovane, perché da noi i giovani restano nel settore, e noi li aiutiamo con corsi di formazione, tutele varie, sostegno per le apparecchiature. Stoppare la pesca sarebbe un colpo insostenibile”. Chiediamo di capire se e quali vincoli potrebbero essere collegati a quest’Area marina protetta. In caso di limitazioni da area habitat sarebbe un disastro perché si bloccherebbero tutte le attività dei pescherecci. Se invece ci fossero limiti Sic più contenuti allora le ripercussioni sarebbero minori, Faremo opera di sensibilizzazione per far conoscere la nostra posizione”. Faccioli aggiunge anche che “stiamo già effettuando studi e monitoraggi per spiegare l’impatto della pesca sulle due specie in questione”.

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