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Adria

“Sanità fuori dalle beghe politiche”

Corazzari: “Questo stillicidio di paure va oltre il sacrosanto diritto della polemica”

“Sanità fuori dalle beghe politiche”

Corazzari: “Questo stillicidio di paure va oltre il sacrosanto diritto della polemica”

“A non domanda, rispondo”: l’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, fa proprio il noto motto andreottiano e interviene sul futuro della sanità bassopolesana e dell’ospedale adriese. Escluso dall’ordine del giorno degli ospiti del consiglio comunale di lunedì scorso, poi invitato a 48 ore dalla riunione, fa sentire la sua voce con un dettagliato comunicato stampa.

“Si lasci la sanità fuori dalle beghe politiche – afferma con decisione l’assessore regionale - Ho detto, ridetto, ripetuto e garantito che la Regione non ha nessun programma di ridimensionamento dell’ospedale di Adria, né di altre strutture della sanità polesana, prova ne sia che, proprio ieri (martedì 16 ottobre, ndr) abbiamo dato il via libera a nuovi investimenti dell’Ulss 5 per oltre 5 milioni 800mila euro”.

L’assessore spiega la sua assenza da Palazzo Tassoni. “Se l’attenzione alla sanità deve essere misurata sulle agende – tiene a precisare Coletto – informo chi ha stigmatizzato la mia assenza a quell’incontro che ho ricevuto l’invito via messaggino il venerdì alle 18,47 per un incontro del lunedì successivo. Avevo impegni assunti molto prima da chi mi aveva invitato con ragionevole preavviso, pertanto non ho potuto essere ad Adria. Se questo è accaduto anche al dg Compostella vorrei dire alla consigliera regionale Bartelle che siamo servitori della gente, non servi di questo o quel politico”.

Nel merito delle difficoltà sulle quali si è calcata la mano riguardo al personale sanitario, Coletto precisa che “la situazione è generalizzata in tutto il Veneto e in tutta Italia”, che “il Veneto è già pronto a concretizzare sui fronti più caldi del settore, a cominciare dalla carenza di medici, dalla gestione delle borse di specialità, dall’accesso dei giovani medici alla professione”. “Il problema – rimarca l’assessore – è stato creato dal mai troppo lontano Governo Monti che fissò una regola suicida: il personale andava determinato sulla base di teste e/o costi dell’anno 2004, meno 1,4%, obbiettivo da raggiungere entro il 2020, con la spesa del personale che comunque obbligatoriamente doveva diminuire ogni anno. I successivi Governi Letta, Renzi, Gentiloni, si sono guardati bene dal correggere questa follia e siamo arrivati ai giorni d’oggi. Palese dimostrazione – ha concluso Coletto - di norme scritte da tecnocrati che non hanno la minima idea di che cosa abbiano scritto, ma che guardano solo all’equilibrio di bilancio, che è importante, ma che in sanità non è il solo obbiettivo da raggiungere”.

Alle parole di Coletto si aggiunge la dura presa di posizione dell’assessore regionale polesano Cristiano Corazzari, invitato al consiglio comunale solo qualche ora prima dell’adunanza. “A differenza di chi ha lanciato allarmi ad Adria – tuona Corazzari – la Regione agisce per atti e non esiste nessun atto della Regione che tenda al ridimensionamento. Gli atti sono le schede del Piano socio sanitario in vigore, tali saranno finché il Consiglio regionale, nella sua completezza e autorevolezza, non approverà quello nuovo. Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma questo stillicidio di paure che preoccupano la gente va oltre i sacrosanti diritti della polemica politica”.

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