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Nel delta

“Siamo pronti alle barricate”

Mantovan: “Non possiamo permettere questa follia”. Vitale: “Difendere i posti di lavoro”

“Siamo pronti alle barricate”

Nel delta si preparano le barricate. Espressione forte, ma che evidenzia come la possibilità di uno stop alla pesca per tutelare delfini e tartarughe stia mettendo in allarme popolazione, operatori e istituzioni. E infatti l’assessore di Porto Viro Valeria Mantovan non ci pensa due volte ad evocare proteste, resistenza e barricate per impedire quello che sarebbe un disastro per l’economia del territorio.

La prevista istituzione da parte del ministero dell’Ambiente, che intende recepire una direttiva europea, di un sito marino di importanza comunitaria e di un’ampia zona di protezione speciale in Alto Adriatico, sta creando malumori e grande preoccupazione non solo negli addetti ai lavori, ma in tutte le istituzioni polesane. Tutti spaventati per la ricaduta che questo avrebbe non soltanto sul settore della pesca e dell’acquacoltura polesana ma inevitabilmente a cascata, su tutta l’economia di un territorio che già non gode di ottima salute da parecchio tempo.

Sulla questione interviene anche l’assessore alla Pesca del Comune di Porto Viro, Valeria Mantovan che minaccia anche azioni forti “Il tutto parte da una direttiva del 1992 dell’Unione Europea che ha imposto ai paesi membri di indicare zone speciali di conservazione della biodiversità che avrebbe dato vita alla “Rete Natura 2000” - spiega l’assessore - Naturalmente sono passati quasi trent’anni dalla messa su carta di questa volontà, all’attuazione che oggi invece ci chiedono, e il buon senso suggerirebbe di prendere atto che le condizioni e i presupposti per l’individuazione delle Sic marine sono enormemente cambiati, motivo per cui non possono chiederci una individuazione di queste aree asettica dalle economie che si sono sviluppate in questi territori e che riguardano un numero assai elevato di operatori. L’amministrazione di Porto Viro è in continuo contatto con quella di Porto Tolle, la quale sarebbe quella più svantaggiata da questa situazione bloccando un porto importante come quello di Pila, e il distretto ittico di Chioggia e Rovigo. Abbiamo avviato un tavolo di trattative con il ministero e i nostri amministratori regionali, ai quali chiediamo che non venga messa in atto questa follia voluta ancora una volta dall’Ue che metterebbe in ginocchio l’economia di un intero territorio. In caso contrario siamo pronti a fare le barricate”.

Le ragioni che hanno portato il ministero a valutare di portare avanti questo provvedimento, sono dovute alla tutela di alcune specie animali protette come delfini e tartarughe marine. La bozza in esame, parla di stop alla pesca in mare da Porto Levante al confine con l’Emilia, fino a 12 miglia dalla costa per uno specchio d’acqua di ben 300 chilometri quadrati. “Si tratta di un comparto importante per tutto il territorio e non possiamo permetterci azioni di questo tipo”. Sono le parole del sindaco di Rosolina Franco Vitale che, assieme ai comuni di Porto Tolle e Porto Viro fa parte del Gruppo di azione costiera. “Stiamo portando avanti un’azione congiunta contro i dati presentati da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e della tutela del territorio e del mare), portando un nostro monitoraggio che presenta dati non esattamente in linea con quelli che ci sono stati sottoposti - continua Vitale - Assieme all’intero distretto ittico delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna per salvaguardare quella che risulta essere una risorsa importantissima per tutte queste regioni. Siamo ben consapevoli dell’importanza di salvaguardare queste specie animali ma riteniamo prioritario tutelare le migliaia di posti di lavoro”.

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