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Teatro

Barbierato si sgancia da Arteven

Sempre più in alto mare la stagione di prosa e lirica mentre Cavarzere e Mesola si fanno avanti

Barbierato si sgancia da Arteven

24/10/2018 - 21:48

Cala il sipario al teatro Comunale, ma questa volta sulla stagione teatrale. L’amministrazione comunale non pare intenzionata a proseguire la collaborazione con Arteven e così addio a spettacoli e personaggi famosi che negli ultimi anni hanno ridato lustro al Comunale. Infatti Palazzo Tassoni non ha risposto alla lettera di Arteven del 20 luglio scorso nella quale si chiedeva se il Comune fosse intenzionato o meno alla programmazione. Ma il sindaco Omar Barbierato, che ha tenuto per sé la delega alla cultura, non ha neppure risposto. Così prima di interrompere definitivamente un rapporto consolidatosi negli anni e che ha portato proficui risultati per la città etrusca, Arteven ha inviato una sollecitazione al Comune che dovrebbe arrivare sul tavolo del sindaco tra oggi e domani. Anche nel caso di risposta positiva, è inevitabile che si andrà a organizzare una stagione raffazzonata dal momento che, giunti a fine ottobre, il grosso della programmazione è già incasellato nei diversi teatri del Veneto. Tuttavia anche all’ultimo momento, se ci fossero volontà e interesse, qualcosa si potrebbe fare per salvare il salvabile e per non far perdere alla città etrusca una tradizione che è sempre stata un vanto a livello provinciale e regionale, con richiamo nazionale.

Secondo indiscrezioni, la programmazione che avrebbe in testa il sindaco si limiterebbe agli eventi che ogni anno organizza il conservatorio, a cominciare dall’appuntamento del 10 novembre con il concerto di inaugurazione dell’anno accademico, quindi il concerto di Capodanno e altri due o tre eventi. Appuntamenti senza dubbio di grande valore artistico e musicale di cui la città può andare legittimamente orgogliosa, ma esulano dagli spettacoli di prosa, lirica e balletto che negli anni scorsi hanno caratterizzano le diverse stagioni con artisti di livello internazionale. Agli eventi del Buzzolla si aggiungerebbero alcune manifestazioni degli istituti scolastici per arrivare a qualche serata con il teatro amatoriale. Il tutto per circa 16 aperture del teatro in base agli 80mila euro che andrebbero a bilancio. Senza dimenticare che nella scorsa stagione si è registrata una presenza minima di 600 spettatori a serata, con una grossa fetta di fedelissimi che adesso saranno costretti a guardarsi intorno. E intorno c’è già chi non perde tempo, a cominciare dal Serafin di Cavarzere che ha già messo in atto una strategia per attrarre il pubblico adriese: un boccone troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire.

Come se tutto ciò non bastasse, sembra rimasta senza risposta anche la proposta avanzata ai primi di agosto da Sergio Trombini che aveva in calendario due spettacoli con tanto di sponsor: in questo caso a fare la “corte” al maestro è Mesola. Quindi la città etrusca che con il suo Comunale era polo di attrazione per un vasto hinterland, adesso è pressata da nord a sud, se si aggiunge la concorrenza del Sociale di Rovigo e il dinamismo culturale di Porto Viro appare chiaro che Adria è completamente accerchiata.

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