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Mongini: “Musef, dette cose false”

Lo scrittore di fantascienza al sindaco Berveglieri: “La volontà c’era, ma i soldi no: continuare con questa inutile diatriba è dannoso”

Mongini: “Musef, dette cose false”

Giovanni Mongini non ci sta e replica alle accuse del sindaco di Gaiba, Roberto Berveglieri, sulle sue presunte responsabilità nella chiusura del Museo della Scienza e Fantascienza di Gaiba, il Musef. Mongini, scrittore di fama nazionale nel circuito della fantascienza, ha ricevuto per nove volte il Premio Italia per le sue pubblicazioni, il Premio Ernesto Vegetti nel 2017 per il miglior Saggio oltre ad altri riconoscimenti. Nel 2018 è stato premiato per i 50 anni di carriera fantascientifica. Proprio quest’anno la decisione di riprendere possesso di parte della sua collezione di cimeli di astronautica, astronomia, fantascienza che aveva trasferito nel Musef, appositamente creato insieme allo spazio dedicato alla Biblioteca comunale di Gaiba.

Ora quindi il Musef si trova orfano della collezione originaria con bacheche ed espositori completamente vuoti. “Non volevo far polemica sulla chiusura del museo, infatti non ho rilasciato nessuna dichiarazione, tranne quella della mancanza di fondi per andare avanti e anzi, giustificavo il sindaco, perché la volontà c’era, ma i soldi no - afferma lo stesso Mongini - dopo aver letto le dichiarazioni che il primo cittadino ha rilasciato sui giornali locali e trovandole in gran parte false e nocive per la mia persona, sono costretto a dover rispondere e correggere quello che è stato da lui dichiarato. La mia proposta di un rimborso mensile di 400 euro, come in parola fin dall’inizio del progetto Musef, era motivata dalla mia disponibilità di aprire tutti i giorni della settimana, weekend compresi, per accogliere visitatori e i ragazzi delle scuole, mettendo al servizio del pubblico le mie competenze; ma è stata rifiutata”.

“Anche l’idea del sindaco di far visitare il museo dalle scuole non è andata in porto, tranne per l’inaugurazione, nella quale hanno presenziato la scuola di Gaiba e credo una di Ficarolo – continua - ho cercato di proporre al sindaco iniziative pro Musef, attivandomi per accogliere personalità del Festival di Trieste e del Festival di Roma, oltre a scrittori con cui sono in ottimi rapporti, per organizzare eventi culturali. La risposta è sempre stata l’assenza di fondi”. “Credo si sarebbe potuto ricevere contributi da parte dell’Ufficio Cinema Italiano e credo anche da parte della Regione se il sindaco avesse adibito parte della struttura ad una cineteca - sottolinea Mongini - si erano mobilitati collezionisti per mettere a disposizione centinaia di pellicole, che dovevano essere conservate in un locale ad-hoc all’interno del museo, sempre promesso dal sindaco e mai realizzato fino ad oggi; per questo continuo procrastinare l’offerta delle pellicole è stata ritirata. Ho ritenuto inoltre irricevibile la proposta di vendere la mia intera collezione per 25mila euro, precedentemente ne aveva offerti 60mila rimborsabili in sei anni, in quanto il suo valore è di gran lunga superiore”.

Ad esempio la tuta spaziale utilizzata da Sean Connery in “Atmosfera zero” o i disegni di Rambaldi, creatore di E.T. “sono pezzi unici e di prestigio. Proprio questi ultimi si sono rovinati con l'esposizione al sole all'interno del Musef. Avevo già parlato con il sindaco di portare via il materiale e lui, seppur dispiaciuto, aveva accettato”. “Non c’è stato nessun successivo contatto dopo aver liberato interamente il locale del museo, quindi smentisco in modo categorico le affermazioni del Sindaco di prodigarsi nel mantenere in vita il Musef - conclude - tengo a precisare che non ho mai ricevuto rimborsi per le attività svolte in questi anni. Mi permetto di dire al sindaco di Gaiba di non continuare con questa inutile diatriba. Per me la situazione si chiude definitivamente qui”. L’interesse dell’amministrazione di ampliare della struttura, con un progetto sulla ristrutturazione del secondo stralcio della biblioteca-museo cofinanziato con fondi del Gal, sfuma, almeno per quanto riguarda il Musef.

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