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ROVIGO

Piscine, Bardelle “ci mette la firma”

Il patron di Padova Nuoto disponibile per "salvare quel bellissimo impianto". Si tratta sull’ingiunzione da 6,343 milioni. Ieri i curatori del fallimento di Veneto Nuoto in Comune

Piscine: Bardelle “ci mette la firma”

24/10/2018 - 20:18

I colloqui e le trattative per trovare la quadra nel caos piscine in cui è immerso il Comune di Rovigo vanno avanti e ieri l’avvocato civico Ferruccio Lembo ha incontrato i curatori del fallimento Veneto Nuoto, i commercialisti Marco Brizzolari e Stefano Ferro.

I due professionisti stanno ancora studiando i fascicoli e i bilanci della società che nel 2006 è nata per costruire il nuovo polo Natatorio di viale Porta Po con un project financing non andato a buon fine e i cui strascichi milionari ora ricascano sul Comune, sulla base di una surroga al mutuo in caso di inadempimento da parte di Veneto Nuoto nei confronti di Unipol.

Il 15 ottobre la banca ha notificato un decreto ingiuntivo da 6,343 milioni di euro a carico dell’amministrazione comunale e nel frattempo il tribunale di Rovigo ha decretato il fallimento di Veneto Nuoto.

Dunque ora gli interlocutori del Comune sono la curatela fallimentare.

Ma l’ipotesi conciliativa che - almeno negli intenti - trova apertura anche nella dirigenza dell’istituto di credito incontrato la scorsa settimana a Bologna, è ancora quella per cui si erano spesi Comune e Padova Nuoto prima del fallimento della società.

Lo conferma Gianfranco Bardelle, presidente del Coni e padre del presidente di Padova Nuoto, Daniela Bardelle. “Sto lavorando come uomo di sport - dichiara Bardelle - per portare i ragazzi in piscina e iniziarli allo sport. L’impianto è bellissimo e lo frequentano 1.500 utenti a settimana circa. Se è un’operazione alla luce del sole e pulita, che tenga in piedi un impianto sportivo di livello, io ci metto la firma e la faccia”.

Padova Nuoto, dunque, non si è ancora tirata indietro. Si è rivolta alla banca Prossima, una banca che finanzia solo società senza scopo di lucro, ed è pronta a investire 2,5 milioni di euro per il polo natatorio. In cambio avrebbe la gestione della piscina per altri 15 anni, ovvero per tutta la durata del mutuo contratto. Il Comune, invece, ha a disposizione 2,2 milioni di euro per “chiudere la partita” con Unipol.

Essendo cambiati i soggetti e anche il vento, tutto è da discutere e pianificare nuovamente.

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