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Ambiente

Una manina “ripulisce” Ca’ Emo

Un comma del decreto Genova aumenta di 20 volte gli sversamenti possibili sui campi. E così tutto potrebbe tornare in regola...

Una manina “ripulisce” Ca’ Emo

Chissà se anche questa volta c’è di mezzo una manina... Sorpresa nel decreto Genova del governo, il cui voto ieri alla Camera è slittato a causa- a quanto pare - di problemi con le coperture. Nelle pieghe del testo, pensato per dare una risposta al capoluogo ligure dopo il crollo del ponte Morandi, alla vigilia di Ferragosto, infatti, c’è anche una norma che aumenta di venti volte i livelli ammessi di idrocarburi nei fanghi di depurazione ai fini dell’utilizzo in agricoltura.

Tradotto vuol dire che se fino a ieri era tollerata una presenza di idrocarburi, nei fanghi di depurazione usati per concimare i terreni agricoli, fino ad un massimo di 50 milligrammi per chilo, ora l’asticella si alza di 20 volte, fino ad arrivare a quota mille milligrammi per chilo.

Non è finita. Perché, in parlamento, è stato presentato un emendamento al decreto, che va a correggere proprio questo articolo. Correggere sì, ma in che modo? Al rialzo. Il testo depositato da Flavio Di Muro (Lega) e Gianluca Rospi (M5S) propone di alzare contestualmente anche i livelli ammessi di toluene, selenio e berillio, oltre che di uno spettro più ampio di idrocarburi: non solo quelli della classe C10-C40 previsti dal decreto, ma anche quelli rappresentati dalle sigle Ipa, Pcdd-Pcdf e Pcb.

Chiaramente, ora il parlamento dovrà votare. Ma se passasse, una norma del genere rischia di avere effetti a cascata anche sulle nostre campagne. E in particolare su Ca’ Emo.

Un paese - quasi non serve ricordarlo - legato a doppio filo alla questione Coimpo. Dove - a dirlo è lo stesso Vanni Bellonzi, dirigente dell’area ambiente della Provincia che sulla questione degli sversamenti sul piano campagna ha lavorato a stretto contatto con Forestale e Arpav - “i livelli di inquinamento registrato erano molto blandi”. Ovvero, poco superiore ai parametri massimi previsti.

Ma se questi parametri vengono - almeno in parte - alzati, anche fino a venti volte... ecco che anche le campagne attorno all’azienda dove nel 2014 sono morti quattro lavoratori, potrebbero risultare “pulite”, almeno a norma di legge. Insomma, Ca’ Emo potrebbe riscoprirsi d’un tratto un paradiso ambientale. E stai a vedere che alla fine non sarà neanche più necessaria l’onerosa opera di bonifica prevista...

Il servizio completo sulla Voce in edicola venerdì 26 ottobre.

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